TORINO, 17 OTT – Dopo la devastazione di Roma, la paura che si ripetano nuove violenze si sposta in Valle di Susa, da anni terra inquieta per il progetto della Tav.
Domenica tornera' la protesta contro la Torino-Lione, con un messaggio che alimenta le preoccupazioni: ''migliaia di cittadini – si legge nel documento del movimento No Tav da giorni in rete – marceranno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto (dell'area di cantiere per il tunnel 'geognostico', ndr), per riaprire spiragli di democrazia''.
Il timore che entrino in azione i black-bloc e' forte e c'e' chi, come il coordinatore piemontese del Pdl, Enzo Ghigo, o l'assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino (Pdl), chiede che la manifestazione non venga autorizzata.
Il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega Nord) si appella ai valsusini, cittadini e amministratori locali: ''Si facciano garanti contro i violenti. Nessuno si lasci strumentalizzare''. Gli fa eco il sindaco di Torino, Piero Fassino (Pd): ''Mi auguro che le violenze di Roma siano un monito per tutti. E che gli organizzatori della manifestazione No Tav siano capaci di isolare chiunque la voglia inquinare o stravolgere con episodi di violenza''.
Il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, anticipa l'appello che il partito rivolgera' ai propri militanti e amministratori: non andare alla manifestazione.
La situazione sara' esaminata mercoledi' dal comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico, convocato a Torino dal prefetto Alberto Di Pace.
L'obiettivo del movimento No Tav e' anche questa volta l'area recintata nei boschi tra Giaglione e Chiomonte, dove tra un mese dovrebbe partire lo scavo del 'tunnel esplorativo'.
C'e' il timore che la Valle di Susa sia turbata da un'altra giornata molto calda, dopo gli incidenti del 27 giugno e 3 luglio e le molti notti violente nell'ultima estate attorno al futuro cantiere.
''Le indagini sugli incidenti di Roma – dice Ghigo – stanno chiarendo come vi sia una matrice unica che collega i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Roma e i facinorosi che delinquono in Valle di Susa''. Una ricostruzione che i No Tav respingono: ''Si vuole colpire il nostro movimento – e' la protesta sul sito notav.info – In questi anni di lotta si e' visto tutto contro di noi, si parte dal corteo di Roma per arrivare, con una velocita' eccezionale, alla mobilitazione per il 23 ottobre''.
L'obiettivo dichiarato e' ''tagliare le reti'' del cantiere ''che non c'e''', come ripete il movimento No Tav. ''Una recinzione che e' perfettamente legale – precisa la Ltf, la societa' italo-francese responsabile del progetto per la parte comune della nuova ferrovia – l'area di cantiere e' stata approvata dal Cipe e tutte le azioni di smantellamento non regolamentate dal Cipe vanno contro la legge''.