No Tav. Perquisita la casa di Alberto Perino, avvisi di garanzia a raffica

TORINO – Lui è convinto che la Tav sulla Torino-Lione  non s’ha da fare e la polizia si è presentata a casa sua a Condove, quella di Alberto Perino, portavoce del movimento No Tav.

Perino è indagato dalla magistratura per l’episodio della violazione dei sigilli posti alla baita costruita dai No Tav alla Maddalena di Chiomonte (Torino) lo scorso inverno. Sono 65 gli avvisi di garanzia che, complessivamente, hanno raggiunto esponenti del movimento No Tav negli ultimi giorni.

Gli ultimi cinque sono stati effettuati oggi 17 giugno relativi alla sassaiola dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena, gli altri riguardano episodi del 2010: 10 per i blocco dei carotaggi all’autoporto di Susa, 22 per la violazione di sigilli alla baita della Maddalena, sequestrata dalla magistratura in quanto abusiva, 28 relativi al blocco di un convoglio di operai che trasportavano materiale per i carotaggi avvenuto a Venaria Reale.

“Perino e altri quattro militanti del movimento sono stati raggiunti da un’informazione di garanzia inviata dalla Procura di Torino. I reati ipotizzati negli avvisi di garanzia sono: istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata, relativamente alla sassaiola di Chiomonte. Oltre a Perino, 65 anni, sono indagati Giorgio Rossetto, 49 anni, Brando Ratti, 20 anni, Lorenzo Carieri, 25 anni e Damiano Piccione, 30 anni”, scrive Repubblica.

“Ce l’aspettavamo – ha detto l’avvocato Danilo Ghia, legale di Perino – dopo avere ricevuto due informazioni di garanzia per le vicende del blocco dei carotaggi all’autoporto di Susa e della violazione dei sigilli alla Maddalena”.

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