Lancio di sassi e bastoni all’ indirizzo delle forze di polizia in assetto antisommossa a Milano. E’ accaduto nel pomeriggio in via Barzaghi, non lontano dal campo rom di via Triboniano, uno degli insediamenti più radicati dei nomadi in città . Ma i rom accusano la polizia: per impedire loro di dirigersi davanti al Comune per un sit in di protesta, gli agenti li hanno chiusi nel campo, provocando anche il ferimento di una bambina.
Gli scontri, la polizia parla di “azione di contentimento”, sono avvenuti quando oltre 150 persone del campo avevano manifestato l’intenzione di cominciare una manifestazione che si sarebbe dovuta concludere in un presidio in Piazza della Scala davanti palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale.
Sulle prime la polizia ha cercato di spiegare che la manifestazione non era autorizzata dicendo che comunque una delegazione si sarebbe potuta recare davanti Palazzo Marino. A quel punto circa 150 persone sono uscite dal campo di Via Triboniano e sono state contenute in via Barzaghi.
Qui è cominciato il lancio di sassi, e altri oggetti, mentre alcuni menifestanti mettevano in strada legni e mobili di scarto: sono state poi appiccate le fiamme ad un furgone ed un’auto portate dagli stessi manifestati sul posto. La situazione per il momento è sotto controllo. La manifestazione era stata indetta dall’ Assemblea di via Triboniano e sostenuta dal Comitato antirazzista.
Secondo il vicesindaco Riccardo De Corato nell’episodio sarebbero rimasti feriti circa 15 agenti. Questa vicenda “dimostra che gli occupanti sono ancora lontani da una reale volontà di integrazione”. De Corato attribuisce un ruolo “ai soliti mestatori dei centri sociali, che questa settimana hanno tenuto incontri per aizzare i rom” e ringrazia le forze dell’ordine “che hanno gestito al meglio una situazione difficile”.
“Oggi non c’era alcun motivo di protesta. E non c’era alcun motivo di fare un corteo che era stato vietato dalla Questura. Non si risponde con le pietre o bruciando le auto a chi dopo averti ospitato cerca di agevolare la fuoriuscita con il sostegno del terzo settore e un piano finanziato dal ministro dell’Interno”, conclude De Corato.
Tra i feriti negli scontri ci sarebbe anche una bambina. A riferirlo è Dijana Pavlovic, vicepresidente della Federazione Rom e Sinti Insieme e testimone dei disordini avvenuti nel pomeriggio fuori dall’accampamento nell’estrema periferia della città . “Una bimba è rimasta ferita – ha affermato Dijana Pavlovic, candidatasi in passato nella fila del Prc – e probabilmente ha un braccio rotto per una manganellata. Il campo è stato chiuso e circondato dalla polizia: nessuno può entrare, nessuno può uscire”.
Le forze dell’ordine avrebbero spinto i nomadi a rientrare nel campo, chiudendone poi tutti gli accessi. Anche agli operatori della Casa della Carità , che svolgono un quotidiano servizio di assistenza in via Triboniano, dopo i disordini è stato impedito di entrare nel campo. Secondo quanto riferito dai testimoni, gli unici mezzi che al momento sono riusciti a entrare nell’accampamento sono le ambulanze. Due mezzi di base del 118 di Milano intanto sono stati allertati oggi per i disordini nel campo nomadi di via Triboniano. Quattro poliziotti sono stati portati all’ospedale Sacco e al Galeazzi, in codice verde.
