
ROMA – Il Tar del Lazio, almeno per il momento, dice no al ricorso contro l’annullamento delle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero, disposto dal prefetto di Roma. Con due decreti monocratici, il presidente della I sezione ter del tribunale amministrativo, ha respinto le richieste di due coppie gay che si erano rivolte in via cautelare ai giudici, cioè prima della notifica dei loro ricorsi, chiedendo una decisione provvisoria e urgente sull’annullamento delle trascrizioni.
Una nota del Campidoglio illustra le ragioni del ricorso e definisce l’atto del Prefetto “palesemente nullo, illegittimo ed errato”:
“Il decreto del Prefetto è stato assunto in carenza assoluta di potere e risulta comunque viziato da incompetenza, nonché da eccesso di potere sotto varie figure sintomatiche”.
“La normativa vigente – spiega ancora la nota – non attribuisce affatto in capo al Prefetto stesso alcun potere di intervenire sugli atti di stato civile né, per derivazione, di ordinare l’annullamento delle trascrizioni. Nel caso specifico, infatti, né allo stesso Sindaco è dato intervenire, ma solo – ciò è detto esplicitamente dalla normativa – al Tribunale”.
Il Campidoglio precisa inoltre che:
“Il Sindaco di Roma Capitale non ha celebrato l’unione, non ha attribuito diritti né imposto doveri agli interessati, ma si è limitato a conferire pubblicità-notizia ad un evento, giuridicamente rilevante, verificatosi prima, rispetto al 18 ottobre, ed altrove nel rispetto dello Statuto di Roma Capitale, che impone il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, degli ordinamenti dei Paesi in cui il matrimonio è stato contratto, nonché dalle Carte sovranazionali recepite dal nostro ordinamento”.
Nell’atto viene contestata, inoltre, “una violazione del procedimento poiché il decreto impugnato è stato adottato senza la formale comunicazione di avvio”.
Per queste ragioni il Campidoglio ha chiesto infine la immediata sospensione degli effetti del provvedimento prefettizio, sino alla decisione sul merito del ricorso. Ma i giudici amministrativi hanno detto no: per ora resta valido l’annullamento.
