ROMA, 3 GIU – La fatidica mappa dei siti per la realizzazione delle centrali nucleari l'Enel non l'avrebbe comunicata ''neanche sotto tortura'', come dichiarato un paio di anni fa dall'amministratore delegato del gruppo elettrico, Fulvio Conti. Ma a poco piu' di una settimana dal referendum, gli studi e le analisi dell'azienda, impegnata in prima linea con Edf nel contestato programma di rientro dell'Italia nella tecnologia atomica, sono spariti da una delle sedi romane della societa', quella di Tor di Quinto, che ospita l' 'area nucleare' del gruppo.
Al ritorno al lavoro dopo la festa del 2 giugno, l'Enel ha scoperto e denunciato al commissariato di Ponte Milvio il furto di un computer ''contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all'estero''. Per l'azienda un fatto ''davvero singolare'' visto che un colpo ''cosi' mirato'' e' avvenuto ''proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria''. Il timore e' quello che domani o a ridosso del voto i dati possano essere pubblicati con grande enfasi, condizionando cosi' profondamente la consultazione.
Nella macchina, un semplice pc portatile di uso quotidiano, chiuso a chiave in un cassetto (ma non certo in una cassaforte iperprotetta come si potrebbe immaginare), sono custodite informazioni sui siti possibili, su dove cioe' verosimilmente si potrebbero riscontrare i requisiti necessari alla costruzione di un impianto, dall'assenza di sismicita' alla presenza di corsi d'acqua. Ma la lista in mano all'Enel, come sempre si fa quando si avvia un'analisi di tipo generale, e' molto piu' lunga rispetto a quella da cui prescegliere effettivamente i 4 siti per le nuove centrali italiane (sempre nel caso in cui il piano nucleare venisse attuato). Anche perche' la scelta non spetterebbe solo all'Enel: un ruolo determinante e' infatti quello della neocostituita Agenzia per la sicurezza nucleare guidata da Umberto Veronesi, incaricata proprio di definire i requisiti tecnologici e gli standard essenziali di sicurezza e di individuare le aree adatte entro le quali l'impresa e' obbligata a localizzare l'impianto, chiedendo ovviamente il parere degli enti locali e della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale).
Al momento nulla trapela sulle responsabilita' del furto, ma, considerando che all'interno dell'area nucleare del palazzo Enel si entra solo con un badge e che il ladro ha rubato esclusivamente quel pc andando a colpo sicuro, non e' esclusa la pista interna.
