L’Odissea della Costa Allegra: “Bagni inagibili, feci ovunque e puzza”

MALPENSA (VARESE) – I passeggeri della Costa Allegra sono tornati in Italia, sani e salvi ma ognuno con la propria storia di terrore: in molti raccontano che sono stati quattro giorni e tre notti da incubo con i bagni fuori uso, feci ovunque per la nave e 40° con il sole a picco.

”I bagni erano inagibili e non riuscivamo a comunicare con i nostri familiari, e’ stata una brutta disavventura ma per fortuna il comportamento del comandante e dell’equipaggio e’ stato impeccabile”, racconta Carlo Bottiroli, pensionato di Alassio, che era a bordo della nave Costa Allegra con la moglie.

”Ero al ristorante quando ho visto il fumo e avvertito un odore acre – ha raccontato Carlo – abbiamo sentito i fischi di allarme e siamo corsi a prendere i salvagente. Per fortuna e’ stato tutto ben organizzato ma dopo poche ore i gabinetti erano impraticabili, eravamo senza luce e senza docce e abbiamo dovuto dormire sul ponte della nave”.

“Il disagio maggiore? Il fatto di non poter andare al bagno – racconta un altro passeggero – la nave era piena di feci in diversi punti. E poi la puzza, una puzza terribile. Abbiamo potuto mangiare solo panini freddi e toast, non si poteva cucinare nulla”.  A sua volta Jonathan, di Roma: “All’inizio, quando abbiamo visto il fumo, c’è stato panico, soprattutto quando si sono spente le luci di emergenza e siamo rimasti al buio. Non era poi proprio il caso di proseguire”. “È stata comunque dura – dice una passeggera – la puzza, i bagni inutilizzabili, il caldo, il sole a picco a 40 gradi. Si stava meglio la notte del giorno”.

Alcuni passeggeri, come Grazia, milanese, hanno scattato fotografie e filmati di quelli che definiscono i ”disagi” sulla nave e ora stanno valutando l’ipotesi di chiedere un risarcimento alla compagnia. ”Avevamo a disposizione due bagni per 600 persone – ha sottolineato – le condizioni igieniche erano pessime. Altro che rimanere alle Seychelles, il mio primo pensiero ora e’ quello di farmi controllare da un medico”.

Della stessa opinione anche Sergio Brioschi, di Milano. Molti, nonostante disagi e paura, ci tengono a ringraziare l’equipaggio e il comandante, ”che per fortuna non era lo stesso della nave Concordia”.

”I nostri familiari si sono molto preoccupati perche’ non riuscivamo a comunicare con noi – spiega la moglie di Carlo, pensionato ligure – non saremmo mai potuti rimanere alle Seychelles con il pensiero che loro erano qui, in attesa di riabbracciarci”.

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Alberto Francavilla