«Farei un torto all’intelligenza e al senso dell’ironia del mio amico Gianni Petrucci se dicessi che non parteggia per Roma. È talmente evidente». Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari che rilancia la candidatura della città, in competizione con Roma per la designazione italiana, ad ospitare le Olimpiadi del 2020. «”La candidatura di Venezia – rivendica Cacciari – è forte, ha un programma che è inattaccabile».
Entro il 5 marzo le due città dovranno presentare il dossier-progetto che sarà valutato dal Coni, l’organo che decide quale città porterà la candidatura italiana davanti al Cio. «È ovvio – aggiunge il sindaco – che Venezia debba giocarsi le sue carte davanti all’Assemblea plenaria del Coni» perché sull’ipotesi che il Coni possa stoppare Venezia già in giunta afferma: «Non voglio nemmeno pensare che Petrucci possa fare una forzatura simile».
Tuttavia, Cacciari lamenta che «l’ultima volta che ci siamo incontrati con Petrucci e il segretario del Coni Raffaele Pagnozzi, ci hanno chiesto se eravamo matti. Sembrava quasi che lo facessero per scherzo, ci domandavano come potevamo pensare di ospitare l’Olimpiade in piazza San Marco». Ma «è mai possibile – si chiede – che dopo anni e anni siamo ancora a questo punto? Venezia è l’acqua alta, San Marco, Rialto. Ma Venezia – protesta – è ben altro, ha un grande polo industriale, ha attraversato tutto il mondo contemporaneo esattamente come Torino e Milano».
