ROMA – Il Consorzio di garanzia dell’olio extravergine d’oliva cambia look adottando un nuovo marchio: ‘Ceq’, ossia Consorzio extravergine di qualita’. Il Consorzio ”vuole testimoniare e promuovere la cultura olivicola di qualita’, rispettando regole severe di produzione”, ha evidenziato il presidente Elia Fiorillo, in occasione della tavola rotonda ”Qualità e immagine del Made in Italy’, organizzata dal Consorzio, a margine dell’assemblea dei soci. In pratica, con il nuovo logo, al consumatore basterà leggere l’abbreviazione ‘Ceq’ sul bollino per capire che il prodotto proviene dal Consorzio.
”Abbiamo voluto unire un’identità visiva al concetto di qualita”, spiega il direttore del Consorzio, Mauro Meloni, precisando che ”questa nuova immagine continuerà a identificare il trait d’union tra industria e frantoio, ma in modo più forte e unitario”. Il settore sta vivendo l’ ”inasprimento della competitivita’, soprattutto a livello internazionale”, ha precisato Meloni, spiegando che non si è riusciti a creare una differenziazione per il prodotto italiano. Sugli scaffali, ”in alcuni casi, l’olio d’oliva costa piu’ dell’extravergine: nel 2009, in media, erano 4 centesimi in più”.
Servono ”controlli continui”, ha detto il presidente dell’Ice, Umberto Vattani, perche’ ”noi, visto che siamo i migliori, saremo sempre oggetto di imitazioni”. In merito alla qualità , ”e’ vincente se accompagnata da uno sforzo congiunto per valorizzarla e premiarla”, ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, sottolineando che ci sono ”troppe denominazioni di origine e sovrastrutture che appesantiscono i costi aziendali. Tutto deve essere reso piu’ snello e funzionale”. E Giuseppe Ambrosio, capo di Gabinetto del ministero per le Politiche agricole, ha evidenziato la necessità di un disciplinare snello, che sia carta di identita’ e passepartout per la qualita’ italiana nel mondo. ”Come ministero – ha precisato – non ci tireremo indietro nel sostenere iniziative dirette a comunicare e promuovere”.
