ROMA, 28 SET – Gli omicidi e i ferimenti che hanno insanguinato Roma sono dovuti, almeno in parte, ''al tentativo di gruppi emergenti di occupare spazi lasciati liberi dalla disarticolazione dei gruppi criminali più importanti'', in particolare nel settore del traffico di droga. Lo ha detto il prefetto della capitale Giuseppe Pecoraro nell'audizione di oggi in Commissione parlamentare Antimafia.
''Non essendoci soggettività criminali in grado di assumere un ruolo egemone – si legge nella relazione presentata da Pecoraro -, i vuoti aperti vengono colmati da una nuova generazione di criminali, violenti, meno riflessivi, più inclini all'esercizio della forza che alla mediazione''.
''Viene utilizzata la pistola dove una volta si usava una scazzottata o un coltello – ha sintetizzato il prefetto -. Spesso si tratta di eventi legati al mancato pagamento di partite di droga''
Dei 27 omicidi compiuti a Roma e provincia nel 2011, 21 dei quali risolti – ha sottolineato Pecoraro -, forse solo uno (non ancora risolto) è attribuibile alla criminalità organizzata.
Quanto all'assassinio di Flavio Simmi, il 3trentatreenne ucciso in strada nel centrale quartiere Prati a luglio, ''al momento ci sono ancora dei dubbi che sia un delitto di criminalità organizzata''.
