ROMA, 11 LUG – Diminuiscono gli omicidi, le rapine i furti mentre la lotta alle mafie e soprattutto l'aggressione ai loro patrimoni stanno dando risultati ''positivi'' e confermano la ''continuita' e l'efficacia'' dell'azione dello Stato: dunque negli ultimi anni le condizioni di sicurezza in Italia sono ''considerevolmente migliorate'' tanto che ''si potrebbe quasi parlare di una vera e propria svolta 'silenziosa'''.
Il 'Rapporto sulla criminalita' e la sicurezza in Italia – 2010', realizzato dalla Fondazione Icsa e presentato al Viminale in occasione delle celebrazioni per i cento anni del palazzo che ospita il ministero dell'Interno, fotografa e conferma quello che tutti i vertici delle forze di polizia hanno ripetuto piu' volte negli ultimi anni: la 'percezione' di insicurezza diffusa in alcune zone del paese non trova riscontro nei dati reali. Il risultato, si sottolinea nel rapporto (che si basa sull'analisi dei dati relativi a diversi decenni) e' stato possibile grazie alla sinergia tra i soggetti istituzionali coinvolti e alla sempre piu' concreta partecipazione della societa' civile.
MENO OMICIDI MA UNA VITTIMA SU QUATTRO E' DONNA: ''Sono diminuiti gli omicidi e i furti – si legge nel rapporto – mentre le rapine hanno subito un vero e proprio crollo. E alcuni reati sono addirittura virtualmente scomparsi, come i sequestri di persona''. Nel 2009 in Italia si sono registrati 586 omicidi, uno ogni centomila abitanti, un valore molto vicino allo 0,9% che costituisce il valore piu' basso registrato nel nostro paese tra il 1965-68 e tra il 1970-71. Il dato negativo, afferma il rapporto, e' pero' rappresentato dall'aumento del numero delle donne uccise: nel '91 erano solo l'11% delle vittime, oggi superano il 25%: in pratica una vittima su quattro e' donna.
VIOLENZE SESSUALI: TOSCANA ED EMILIA IN TESTA: ''Sebbene la divisione centro-nord da una parte e sud e isole dall'altra denoti una netta prevalenza dei reati violenti nel meridione – rivela il rapporto – la violenza sessuale ne costituisce una ferma eccezione''. Sono infatti la Toscana e l'Emilia Romagna a far registrare il tasso piu' elevato raggiungendo valori superiori alle dieci violenze sessuali per centomila abitanti di eta' superiore ai 14 anni. Nel 2009 il tasso piu' basso (5,1 violenze ogni centomila persone) lo ha fatto registrare il Friuli Venezia Giulia. La Toscana e' anche la regione che ha il tasso piu' elevato di denunce per stalking (13,2) anche se il fenomeno appare relativamente piu' diffuso nel meridione.
MAFIE PUNTANO A ECONOMIA LEGALE, BENE CONTRASTO: Cosa Nostra, Ndrangheta e Camorra rimangono organizzazioni criminali ''fortemente ancorate'' al controllo del territorio d'origine. Ma, avverte il rapporto, emerge ''una sempre piu' marcata proiezione ultraregionale attraverso differenziati modelli di interazione e infiltrazione nei contesti socio economici''. Perche' ''l'inquinamento dell'economia legale'' consente ai clan di avere ''piena soggettivita''' sia in Italia che all'estero. A fronte di cio', pero', lo Stato e' riuscito in questi anni ad esercitare ''un'azione di contrasto che consegna un bilancio senz'altro positivo'', mettendo in campo una ''risposta continuativa e massiccia alle pervasive attivita' delle organizzazioni criminali''. Il risultato e' che dal 2006 al 2009 sono stati catturati 8851 latitanti (40 di massima pericolosita'), tra cui molti elementi di spicco delle cosche. Altro elemento di ''rilevante impatto'' nella lotta alle mafie, dice il rapporto, e' stato il contrasto ai loro patrimoni. ''Un'accelerazione a partire dal 2007 a testimonianza di un'eccezionale continuita' ed efficacia del modello statale''. Dal 2005 al 2009 sono stati sequestrati beni per oltre 11 miliardi e confiscati beni per un valore superiore ai 2,5 miliardi. Il rapporto sottolinea pero' la necessita' di intervenire con piu' efficacia nella distribuzione dei patrimoni sequestrati e di risolvere quei ''nuclei di criticita''' in alcuni contesti e in alcune situazioni economico-professionali ''ad alto rischio di penetrazione mafiosa''.
IMMIGRATI CLANDESTINI SI FERMANO CON ACCORDI: Il rapporto conferma che i risultati ottenuti nel contrasto agli sbarchi nel 2009 e nel 2010 ''e' in gran parte da attribuire alla promozione di accordi bilaterali tra l'Italia e i paesi di provenienza e transito'' dei migranti. Quanto all'introduzione del reato di clandestinita', introdotto a luglio del 2009, fino ad aprile 2010 sono stati 20mila i migranti denunciati.