Omicidi stradali: addio all’ergastolo della patente

Omicidi stradali: addio all’ergastolo della patente

ROMA – Niente più “ergastolo della patente“, vale a dire il divieto a vita di rimettersi al volante per chi si rende colpevole di incidenti stradali gravi e con morti. La misura drastica, ipotizzata per i casi più gravi, è scomparsa dal testo del disegno di legge sul cosiddetto omicidio stradale presentato in Parlamento dal senatore Pd Giuseppe Luigi Cucca. 

La riforma, più volte annunciata e caldeggiata dal premier Matteo Renzi che ne parlò nel suo discorso di insediamento alla Camera citando il caso di Lorenzo Guarnieridovrebbe introdurre nel codice penale italiano la nuova tipologia di reato per punire in maniera specifica chiunque causi la morte altrui mettendosi al volante in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e violando le norme della strada. Attualmente questo tipo di incidenti è punibile con il reato di omibidio colposo cui vengono applicate delle aggravanti.

Nel ddl Cucca presentato ieri in Commissione Giustizia al Senato, il ritiro a vita della patente è svanito. “E’ incostituzionale”, ha spiegato il relatore. Resta la sospensione, nei casi più gravi, da cinque a dodici anni.

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Daniela Lauria