PESCARA – ''Chi sa, parli''. Lo dice senza mezzi termini il capo della Mobile di Pescara Pierfrancesco Muriana. E si riferisce a coloro che erano presenti al raid della banda rom durante il quale e' rimasto ucciso Domenico Rigante, il 24enne ultra' del Pescara.
Perche se persino il questore Passamonti – preoccupatissimo per l'ordine pubblico – ha spiegato che non ci sono dubbi che a sparare sia stato Massimo Ciarelli, ancora da chiarire chi facesse parte con lui del gruppo rom. ''Ma noi i nomi li sappiamo tutti – ha poi confermato Muriana – e sono sei persone: ora ci aspettiamo che chi era presente confermi anche a noi questi nomi, anche per un atto di giustizia nei confronti di Domenico Rigante''.
Per gli eventuali complici rom di Ciarelli l'accusa eventuale sarebbe concorso in omicidio: ''Chi era presente nella casa racconti quello che ha visto'', ha insistito Muriana, confermando che assieme alla vittima nella casa vicino a piazza Grue c'erano altre 4 persone. Non solo: alcune confidenze dicono che Ciarelli prima di sparare abbia detto a uno dei capi ultra' presente nell'appartamento ''te scansati, non lo ammazzo solo perche' ci sei te…''. Purtroppo pero' il colpo esploso con la calibro 38 si e' rivelato fatale e ha perforato la aorta.
Secondo una ulteriore ricostruzione dei fatti, Ciarelli sarebbe fuggito subito, anche se non si sarebbe reso conto di aver ucciso Rigante.