BOLOGNA, 1 GIU – Nella vicenda di Federico Aldrovandi ''sicuramente vi e' stata una forte incidenza nella morte dell'intervento della polizia''. E' uno dei passaggi della requisitoria del pg Miranda Bambace nel processo d'appello a Bologna per la morte del ragazzo, il 25 settembre 2005 a Ferrara, durante un intervento di polizia. Per quella morte quattro agenti sono gia' stati condannati per eccesso colposo nell'omicidio colposo del giovane. E proprio sull'imputazione si e' soffermata il pg: ''Qui si sfiora la possibilita' del dolo eventuale''. ''Siamo in appello – ha detto – e non e' stata fatta impugnazione dalla pubblica accusa (il pg non puo' riformulare quindi l'imputazione ne' esorbitare le richieste avanzate in primo grado, ndr). Mi attengo all'evidenza. Ma non posso non tenere conto di questa mancanza di 'saggezza' di persone adulte. La differenza tra gli adulti e un diciottenne sta nella maturita', e gli imputati non l'hanno dimostrata''. Perche', per il magistrato, si e' trattato di ''una situazione abnorme: quattro persone che ne affrontano una inerme''. Secondo il procuratore, ammesso (ma non concesso) che Federico Aldrovandi non sia stato ucciso dalla compressione esercitata sul cuore durante l'immobilizzazione ma dalla 'sindrome da delirio eccitato', chiamata in causa dalla difese, ''era questo l'unico modo per ridurlo all'impotenza?''. Per il magistrato invece ''occorreva far intervenire il personale medico, che invece arrivo' solo alle 6.15, quando era gia' a terra immobile''. Quindi, ''c'e' comunque responsabilita' degli imputati: non era quello il modo di affrontarlo''. In aula oggi c'erano sia i genitori e il fratello del ragazzo, sia tre imputati (assente solo Monica Segatto). Nella requisitoria il pg ha parlato di una serie di elementi ''notevole e imponente'' a carico degli imputati, e di ''assenza di elementi a discolpa''. Tra questi, la mancanza di tracce si sangue a sostegno dei supposti atti di autolesionismo di Federico, il basso tasso alcolico e di sostanze rilevate nel sangue, l'assenza di tracce sul cofano della volante a prova di quel balzo di Aldrovandi ''di cui tanto si favoleggia''. Ma anche la chiamata tardiva al 118, il ragazzo esanime ma ancora ammanettato, i manganelli rotti e le ferite compatibili con i manganelli. Il pg ha anche affrontato il tema delle consulenza mediche dopo che in mattinata c'era stato il confronto tra il prof. Thiene (consulente in primo grado per parte civile) e prof. Rapezzi (difese). Thiene ha ribadito che Aldrovandi e' morto per effetto di una compressione del cuore. Rapezzi la tesi dell'arresto cardiaco per danno da katekolamine. Per Thiene, mancano nelle foto del cuore del ragazzo segni delle ''bande da contrazione'', che proverebbero la excited delirium syndrome. ''Invece nella fotografia – ha quindi ribadito il pg – si evidenzia l'ematoma sul fascio His''. La cui interruzione per compressione, e' per Thiene, causa della morte. ''Dobbiamo constatare che viene fatta una ricostruzione addirittura diversa da quella fatta in primo grado – ha detto l'avv. Giovanni Trombini, uno dei difensori – totalmente svincolata dagli elementi di prova che infatti non vengono neanche indicati''. L'udienza e' stata aggiornata a lunedi', quando ci saranno le richieste del pg e le arringhe della difesa.
