ANCONA – Verra' depositata entro un paio di settimane la perizia medico legale sull'omicidio di Rossella Goffo, 47 anni, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa fra il 4 e 5 maggio di un anno fa e ritrovata cadavere il 5 gennaio scorso nel Bosco dell'Impero, a Colle San Marco di Ascoli Piceno. Oggi ad Ancona c'e' stato un vertice tra il sostituto procuratore dorico Irene Bilotta, i pm ascolani Carmine Pirozzoli e Ettore Picardi, i dirigenti delle Squadre mobili di Ancona e Ascoli e il medico legale Adriano Tagliabracci. Bocche cucite all'uscita dalla riunione, durata circa due ore. L'inchiesta vede un unico indagato a piede libero, per omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere: Alvaro Binni, 42 anni, tecnico della questura ascolana, ora applicato a Teramo. L'uomo avrebbe avuto una relazione extraconiugale con la Goffo, che secondo gli inquirenti era intenzionato a troncare. Le richieste di proroga delle indagini scadono, rispettivamente, a gennaio 2012 per l'accusa di omicidio preterintenzinale e a luglio per il reato di occultamento di cadavere. Stando alle prime indiscrezioni sull'esame autoptico, Rossella Goffo potrebbe essere stata strangolata o strozzata. Sono sono state individuate perdite di sangue, ma segni di compressione all'altezza della gola, come se vi fosse stata una stretta prolungata, tale da provocare un'asfissia meccanica. Il quadro sara' piu' chiaro quando dagli accertamenti – condotti anche dai periti Claudio Cacaci e da Rino Froldi – arriveranno i responsi degli esami tossicologici. Sul corpo, rimasto sepolto nel terreno del bosco per otto mesi, non sarebbero state repertate tracce di altri Dna. Secondo l'ipotesi accusatoria, Binni avrebbe ucciso la Goffo perche' non riusciva piu' a gestire una relazione che ormai minacciava il suo matrimonio. Difeso dall'avv. Nazzario Agostini, l'uomo si e' sempre proclamato innocente, negando anche di aver avuto una storia con la funzionaria. ''Non avevo alcun motivo di uccidere la Goffo'', sostiene, ricordando anche di averla a suo tempo denunciata per molestie. Il difensore ha fatto istanza di archiviazione e si e' detto convinto che gli elementi raccolti non possano che portare al proscioglimento di Binni. C'e' attesa anche per l'esito della perizia balistica, affidata alla Polizia scientifica di Ancona, sui tre bossoli trovati nella zona di Colle San Marco (ad un primo esame risalirebbero a un periodo largamente antecedente la scomparsa della donna) e degli accertamenti sulle celle telefoniche delle ultime due chiamate (a vuoto) ai due cellulari della Goffo. Tra le 16:53 e le 18:12 del 4 maggio 2010 i telefonini agganciarono per l'ultima volta il ripetitore del Monte Ascensione, vicino a Colle San Marco.