
ROMA – Omicidio Pasolini. Dna sui vestiti conferma presenza di altri: Pelosi in Procura. Il delitto Pasolini sarebbe a una svolta, perlomeno per confutare la verità ufficiale pronunciata dalla Corte di Cassazione nel 1979 che indicò in Pino Pelosi l’unico colpevole della morte del poeta/regista nella tragica notte all’Idroscalo di Ostia del 2 novembre 1975. Pino Pelosi detto la “rana” si sottopone oggi all’interrogatorio deciso dalla Procura di Roma .
Gli inquirenti vogliono sapere chi c’era oltre a lui sulla scena del delitto, dopo nuove evidenze probatorie hanno evidenziato come l’analisi del Dna dei vestiti di Pasolini riveli la presenza di altre persone. I codici genetici sarebbero stati associati ai nomi di una lista di sospettati in mano alla Procura. Tecnicamente nessuno è ancora indagato, ma le nuove tecnologie permettono ai test genetici di risalire con più speranze di risposte incontrovertibili.
Pino la “rana” ha offerto, durante la vicenda, due versioni dell’accaduto. La prima, quella accolta dai tribunali e che per il momento fa fede. La seconda versione, del 2005 in tv e ribadita successivamente, è una vera e propria ritrattazione in cui Pelosi non solo indica tre persone quali autori materiali del delitto ma svela che “il killer è ancora vivo”. E del resto, vista la sproporzione tra la forza fisica dei due contendenti, al fatto che il gracile Pelosi abbia sopraffatto Pasolini, notoriamente forte e atletico, pochi hanno davvero creduto.
