ROMA- Gli investigatori continuano a lavorare senza sosta per far luce sull'omicidio di Flavio Simmi, il giovane romano di 33 anni ucciso nel quartiere Prati in pieno giorno. Anche se, a quanto si apprende, nessuna persona risulta iscritta finora nel registro degli indagati, si continuano a cercare eventuali relazioni di questa indagine con quelle su alcuni omicidi, o meglio esecuzioni, avvenute nei mesi scorsi nella Capitale.
Diverse analogie sono emerse con l'assassinio di Angelo Di Masi, ucciso nel gennaio scorso, i cui killer non sono stati ancora identificati. Ieri c'e' stato un lungo vertice in Procura tra inquirenti e investigatori, i quali stanno effettuando approfondite verifiche sui tabulati telefonici di Flavio Simmi e della sua compagna Paola Petti, per cercare tracce che possano far risalire a chi ha ordinato la morte del 33enne romano.
Il lavoro si concentra in particolar modo sugli ultimi cinque mesi: l'obiettivo di chi indaga e' capire cosa sia accaduto dopo la gambizzazione di Simmi, avvenuta nel febbraio scorso a pochi metri dalla gioielleria di famiglia in via Monti di Pieta', centro storico della Capitale. Dopo il primo agguato, il giovane aveva ricevuto almeno una minaccia di morte.
