ROMA, 27 SET – Qualche centinaio di metalmeccanici in corteo mandano in tilt il traffico nel centro di Roma e il sindaco chiama in tempo reale prefetto e questore per fermarli. Poi chiede alla magistratura di perseguirli ''per manifestazione non autorizzata e blocco stradale''. L'aveva detto Gianni Alemanno che l'autunno della capitale sarebbe stato caldo a causa dei cortei e stamane, col centro paralizzato, ha chiesto un intervento deciso.
E quello di oggi sembra essere solo un anticipo di quanto potrebbe avvenire domani e soprattutto giovedi' in concomitanza con dibattiti parlamentari su questioni delicate, in primis il dibattito sulla legge per regolamentare la diffusione delle intercettazioni.
I lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese si concentrano in mattinata in piazza Santi Apostoli, tra Fontana di Trevi e piazza Venezia. Protestano contro la chiusura della fabbrica del palermitano da parte del Lingotto. Poi si muovono verso Montecitorio, scortati dalle forze dell'ordine, e il traffico si congestiona.
''Si tratta di una manifestazione non autorizzata, un atto illegale e di inciviltà non tollerabile'', esplode il sindaco, dopo aver chiamato il questore Francesco Tagliente e il prefetto Giuseppe Pecoraro ''chiedendo una reazione immediata per bloccare la manifestazione''.
L'iniziativa in realta' era stato autorizzata, ma doveva essere 'statica', cioe' non muoversi da piazza Santi Apostoli, senza invadere le strade vicine. ''Tutti hanno diritto a manifestare nella Capitale ma la nostra citta' non può essere messa in ginocchio da manifestazioni non autorizzate – attacca Alemanno – Lavoratori e sindacalisti debbono comprendere che non possono essere i cittadini e gli automobilisti di Roma i capri espiatori della mancanza di risposte della politica alle loro giuste rivendicazioni''.
Diverso il parere del presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ex sindacalista: ''Di tutte le manifestazioni che vediamo a Roma questa e' probabilmente la più giustificata – dice – Sono persone che temono di perdere il loro lavoro e temono per le loro famiglie, quindi vanno sostenuti''. E piovono parole dure dai sindacati gia' critici sul protocollo sui cortei che Alemanno persegue da tempo per cercare di limitare l'impatto delle manifestazioni sulla vita dei romani.
''Alemanno non è il governatore di Roma che non c'é più dal '43'', dice il leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini. ''E' ossessionato da manifestazioni e cortei e invece dovrebbe occuparsi, almeno con la stessa solerzia, dei problemi della citta''', attacca il segretario generale della Cisl di Roma Mario Bertone. Gli operai della Fiat sfilano gridando insulti contro Alemanno e concludono il corteo davanti al ministero dello Sviluppo.
''Abbiamo seguito le indicazioni delle forze dell'ordine, che ci hanno sempre scortato'', replicano al sindaco i manifestanti. ''Non vorremmo che Alemanno faccia un ennesimo favore a Berlusconi, facendo vietare a Roma le prossime manifestazioni, come ad esempio quelle che potrebbero sorgere già giovedì quando si voterà la legge-bavaglio'', dice il segretario del Pd di Roma Marco Miccoli. In serata il sit in davanti il ministero si scioglie.
L'incontro sul futuro della fabbrica da' esito negativo, secondo i sindacalisti. Il ministro Paolo Romani invece vede progressi. Appuntamento al tavolo il 5 ottobre.