
ROMA – Torna l’ora legale: tra sabato 28 marzo e domenica 29 le lancette dell’orologio andranno spostate avanti di un’ora. Si dormirà sessanta minuti di meno ma si risparmierà energia elettrica, con il sole che tramonterà più tardi. Insomma: le giornate si “allungheranno” e la primavera si farà davvero sentire.
Ma se questo è il lato positivo ci sono degli aspetti negativi per la salute. In particolare per quella del cuore. Uno studio americano ha infatti notato un’impennata di casi di infarto nel primo giorno lavorativo dopo il cambio dell’ora. L’aumento incide per i quattro lunedì successivi all’inizio dell’ora legale, confermando così anche la teoria secondo la quale i lunedì sono i giorni più pericolosi per il cuore.
Al contrario a ottobre, quando l’orologio torna indietro di un’ora e si dorme di più, i casi di infarto registrati nei lunedì successivi risultano inferiori rispetto alla media del 21%.
Proprio citando questi dati, attivisti in diversi Stati americani stanno lanciando una campagna per abolire il cambio dell’orario due volte l’anno, promuovendo invece un’ora ‘legale’ che duri per tutti i 365 giorni. Secondo Hindter Gurm, il cardiologo autore dello studio, le ragioni dell’aumento degli infarti non sono state provate scientificamente, ma appaiono legate alla perdita di sonno:“I cambiamenti che osserviamo sono solo lievemente percettibili, ma quando lo stress aumenta, i casi di infarto salgono”.Gurm suggerisce di adattarsi all’ora legale ‘lentamente’, 15 minuti a notte sino a stabilizzarsi sull’ora perduta.
