ROMA – ”Farlo fuori”: sarebbe stato questo l’obiettivo dietro alle polemiche e alle accuse che hanno portato alla dimissioni di Giovanni Scanavino, vescovo di Orvieto, padre agostiniano di 71 anni. E’ quanto afferma lo stesso religioso in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Secolo XIX.
Nel colloquio, l’ex vescovo di Orvieto spiega come le dimissioni non siano state una sua decisione. ”Non mi sono dimesso – sostiene -. Ad un certo punto, vista l’insistenza di alcuni prelati ho detto: va bene, mi rifaccio alla decisone del Papa. Il Santo Padre ha deciso che per il bene e l’unità di questa Chiesa io mi facessi da parte”.
Sullo sfondo il suicidio, lo scorso novembre, del diacono Luca Seidita, accusato di essere gay, ma rispetto al quale l’ex vescovo dice: ”Su di lui avrei messo la mano sul fuoco, era stato con noi cinque anni e per dodici mesi, addirittura mio segretario particolare. Supponevo di conoscerlo bene”. Ma anche una serie di lettere anonime che ne accusavano altri, in attesa di essere ordinati preti, di comportamenti sessuali non consoni. ”Quando dicono che sei così, sei fritto. Sono problemi delicati, diventano un cavallo di Troia”.
A difendere il vescovo dimissionario moltissimi cittadini. Almeno in quattrocento, tra cui il sindaco, Antonio Concina, hanno preso parte a una fiaccolata di solidarietà al vescovo venerdì 5 marzo.
“E’ l’uomo di Chiesa più amato dalla gente che io abbia mai conosciuto. Un pastore eccezionale, legato alla città in tutti i suoi livelli, dalla nobiltà ai carcerati. Troviamo assurdo che ora debba lasciarci per un’istruttoria interna alla Curia evidentemente mal fatta che ha tenuto conto di divisioni intestine. Sarà un grave danno per la Chiesa orvietana, ne siamo sicuri”, dice al Corriere della Sera Concina, ex manager eletto con la lista civica “Orvieto libera”, sorretta dal centrodestra.
Gli fa eco l’assessore alla Cultura Marco Sciarra: “Il suo unico errore è stato un eccesso di bontà. Ha adottato un modo di stare vicinissimo al suo gregge che ha superato antiche divisioni e i vecchi metodi delle gerarchie ecclesiastiche. Un vescovo continuamente accessibile, senza filtri né formalità”.
Benedetto XVI ha già nominato un amministratore apostolico, monsignor Giovanni Marra. Il sindaco ha scritto una lettera aperta al Pontefice in cui chiede di riesaminare con attenzione lo stretto legame tra Scanavino e il complesso territorio della diocesi a cavallo tra Umbria e Lazio.
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