Eppure il 10 marzo scorso, in occasione dell’inaugurazione della vicina struttura di Sant’Agata dei Goti, il commissario della Asl di Benevento Massimo Lacatena ne aveva annunciato l’apertura in un periodo di 15 giorni. I lavori vanno avanti dal 1998, su una nuova progettazione del 1996. Fino al 2005 erano stati erogati 7.082 milioni di euro, mentre l’erogazione prevista per il completamento è di di 19.290 milioni. Meglio è andata invece agli abitanti di Gragnano, la cittadina del napoletano nota per la pasta, che il 3 novembre 2005 hanno visto il taglio del nastro a ‘soli’ 33 anni dal progetto.
Mentre oggi a Roma si discute in un convegno dell’ospedale del futuro, ipertecnologico e anche ‘amico dell’ambiente’, quello del beneventano è il caso più eclatante di un panorama comunque non roseo. Tra i 1066 ospedali italiani, il 60% ha più di 70 anni, un 30% è stato costruito prima del ‘900, un altro 30% tra l’inizio del secolo e gli anni ’40. Un’indagine presentata nel 2000 dalla Commissione Sanità del Senato e frutto di sei anni di sopralluoghi condotti su 148 strutture ospedaliere in 16 regioni evidenziava 144 nosocomi incompiuti: 60 in costruzione, 46 in completamento, 15 in ristrutturazione, 23 in ampliamento.
In tempi di vigenza della vecchia lira, si stimava che la somma erogata complessiva per la messa in attività di tutte queste strutture, attualizzata appunto all’anno 2000, fosse stata di 20.000 miliardi. Per avere un’idea dell’entità della cifra, basterà ricordare che furono inferiori gli importi delle Finanziarie dei due Governi presieduti da Massimo D’Alema nel 1998 e 1999, rispettivamente di 14.700 e 15.000 miliardi di lire.