Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, Giovanni De Donato, ha concesso gli arresti domiciliari a Pasquale Lombardi, giudice tributario ed uno dei principali indagati nell’inchiesta sulla cosiddetta P3.
Il giudice ha accolto l’istanza presentata dal legale di Lombardi, l’avvocato Corrado Olivero, alla quale i pm che indagano sulla presunta associazione occulta avevano dato parere favorevole. Lombardi era stato arrestato l’8 luglio scorso assieme all’imprenditore Flavio Carboni e ad Arcangelo Martino.
Nelle motivazioni il gip scrive che la decisione è legata anche ad ”elementi nuovi” sopravvenuti nel corso dell’interrogatorio svolto il 3 dicembre scorso presso il carcere milanese di Opera nel corso del quale Lombardi ha fatto ” ammissioni esplicite riguardo ad alcune vicende rientranti nell’attività della societas sceleris – si legge – in contestazione. L’indagato ha ulteriormente riscontrato il quadro indiziario esistente, rendendo dichiarazioni di esplicita ammissione sul ruolo illecito svolto”. Le attuazione delle esigenze cautelari, inoltre, sono dovute anche, spiega il gip, anche ”all’età del Lombardi e ai suoi problemi di salute”.