ROMA – Auto e orologi di lusso, appartamenti, crociere e posti di lavoro: il deputato del Pdl Alfonso Papa, di cui e' stato chiesto l'arresto nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P4, era molto generoso con compagne, amiche e conoscenti varie: fatti privati, su cui pero' la procura di Napoli indaga per capire da chi provenissero i soldi utilizzati per tanti e cosi' costosi 'regali'.
Nell'ordinanza di custodia cautelare a suo carico, vengono riportate le testimonianze di diverse donne che Papa avrebbe, in un modo o nell'altro, 'aiutato'. Tra queste Maria Roberta Darsena, che mette a verbale di aver conosciuto Papa ''nel 1999 all'Universita' di Napoli quando io dovevo sostenere l'esame di diritto commerciale e lui era assistente… Il Papa per il mio compleanno del 2010 mi ha regalato la sua Jaguar XKR argento metallizzato'', auto la cui manutenzione era pero' troppo onerosa. Per questo la Darsena l'ha consegnata al concessionario di fiducia di Papa in conto vendita, ma il parlamentare se l'e' ripresa: ''…mi disse di non preoccuparmi e che aveva falsificato la mia firma reintestandosi la macchina''.
La donna lavora presso l'ufficio legale delle Poste, dove sarebbe stata inserita proprio da Papa. ''Mi disse di mandare… un mio curriculum (peraltro il curriculum era praticamente inesistente dal momento che mi ero appena laureata) alle Poste perche' lui avrebbe potuto farmi entrare essendo amico dell'ex presidente, e cioe' di Cardi… sono stata assunta, dopo un colloquio, prima a tempo determinato, con uno stage di 6 mesi, e poi, automaticamente, a tempo indeterminato''. Tra i regali ricevuti, un rolex, ''un braccialetto tennis di oro bianco e diamanti'', un anello, un altro orologio, ''diverse borse'': tutti oggetti che non erano contenuti nelle loro confezioni originali. A questo riguardo il giudice annota che ''un orologio Rolex in genere non circola in modo 'nudo', cioe' senza garanzie e certificazioni di provenienza''.
Gli inquirenti hanno anche indagato su quella che viene definita una ''anomala'' disponibilita' da parte dell'on. Papa di alcuni immobili che non sono di sua proprieta' e il cui affitto viene pagato da altri: o ''noti imprenditori'' o parenti, come il suocero. ''Non so chi e come pagasse tutte queste case'', dice ai pm l'ex assistente del parlamentare, Maria Elena Valanzano, che parla in particolare di una ''villa all'Olgiata'' dove Papa viveva ''con tale Luda'', una ragazza dell'est che ''tramite il Bisignani, ha fatto assumere in Eni''. Nelle varie testimonianze vengono citati un appartamento in in via Giulia, nel centro di Roma, una casa a Talenti, un altro ''prestigioso appartamento'' in via Capo Le Case.
I pm hanno ascoltato anche 'Luda', vale a dire Ludmyla Spornyk, che non parla solo di case, ma dei soggiorni pagati per lei da Papa in alberghi prestigiosi – dal De Russy a Roma al Mareblu di Ischia, al Principe di Savoia di Milano – oltre a crociere e regali vari (ancora una volta un Rolex: sul punto Luigi Bisignani, anche lui destinatario di due orologi, spiega agli inquirenti che ''lo stesso Papa mi ha piu' volte detto che a Napoli c'e' un buon mercato di orologi ed ottimi prezzi…'').
Gli inquirenti hanno sentito anche un'altra donna, ''legata in qualche modo a Papa'' e destinataria sia di somme di denaro, sia di altre utilita', secondo gli inquirenti corrisposte, anche in questo caso, da imprenditori vicini al parlamentare. La giovane – Gianna Sperandio – ammette di aver ''attaccato bottone'' con Papa nell'agosto scorso in spiaggia, vicino a Latina, dove si era trasferita dopo essere stata prima un periodo a Milano, poi a Roma, sempre ospite di suoi amici transessuali (''sono intrigata da quel mondo'', ha spiegato). Dopo averla conosciuta il deputato ha cominciato ad ''aiutarla'': ''Papa mi riconosce 700 euro al mese'', ha detto ai pm, aggiungendo di avere avuto in regalo anche una Jaguar, ma ''bollo e assicurazione sono molto cari percio' ugualmente se la vede Papa''.
''L'on. Papa – ha detto ancora la Sperandio – mi ha fornito una tessera di riconoscimento emessa dalla Camera dei deputati per poter accedere a Montecitorio''. Tessera che pero' non aveva con se' quando, in una occasione, e' stata ''fermata dalla polizia: non facevo una bella figura che una persona che poteva accedere a Montecitorio si facesse le canne…''.
