P4, Gip contro Papa: "Dichiarazioni inverosimili su uso telefoni"

NAPOLI, 28 LUG – Il gip ha negato la revoca della misura cautelare per Alfonso Papa sostenendo che non vi sono elementi per ''ritenere diminuito il pericolo di inquinamento probatorio'' e che non si puo' ritenere ''che sia attenuato o scemato il pericolo di reiterazione dei reati''.

A tale ultimo proposito il giudice si sofferma sull'uso da parte di Papa di un telefono intestato fittiziamente a una donna ignara. ''Basti solo pensare – scrive Giordano – che, in merito alla costituzione di una rete di comunicazioni dedicata e riservata, idonea a permettere la reiterazione dei reati (oltre che l'inquinamento probatorio), il parlamentare ha reso dichiarazioni inverosimili''. ''Si e' limitato – osserva il giudice – in sintesi a dire di non sapere che una scheda mobile deve essere intestata ad una persona, salvo poi lamentarsi sul finire dell'interrogatorio, che sarebbe stato intercettato sull'utenza registrata alla propria persona (egli dunque e' ben conscio della differenza tra l'utilizzo da parte di un parlamentare del telefono intestato alla sua persona, titolare delle prerogative costituzionali, e quello di utenze intestate a terzi)''.

Secondo il gip, Papa ''non ha spiegato (e questo sinceramente e' il profilo piu' delicato) perche' un parlamentare, che gode delle prerogative assicurate al Parlamento dall'art. 68 della Costituzione, abbia bisogno di impiegare telefoni intestati fittiziamente a persone ignare (correndo in tal modo il rischio, proprio quello che chiaramente si voleva evitare, di essere intercettato). Ed e' proprio questa circostanza che contribuisce a rendere allo stato del tutto inidonea la misura domiciliare''.

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Emiliano Condò