PALERMO – Anche il Csm si occupera' della vicenda della P4 che ha coinvolto il magistrato e parlamentare del Pdl Alfonso Papa ma che potrebbe lambire pure altre ''toghe''. Un caso che allarma i giudici come e' emerso con chiarezza al congresso di Unita' per la Costituzione, la corrente di maggioranza della magistratura.
Ieri era stato il procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito ad annunciare una sua iniziativa. E oggi proprio dal congresso della principale corrente delle toghe il presidente della Prima Commissione del Csm, Guido Calvi, ha garantito che ''la Commissione interverra' perche' lo impongono le sue competenze''. E che nella prima riunione utile, il 27 giugno, proporra' ai colleghi di chiedere ai magistrati che conducono l'inchiesta di trasmettere copia degli atti.
L'intenzione e' di procedere sulla linea del ''rigore'' come si e' fatto di fronte ai magistrati coinvolti in casi analoghi, come quello della P3, che ha visto piu' di una toga scegliere la strada delle dimissioni o del trasferimento pur di evitare sanzioni.
''Il Csm fara' il suo dovere istituzionale se e quando sara' investito, adottando i provvedimenti di sua competenza'', ha detto da parte sua il vice presidente del Consiglio superiore, Michele Vietti, che pero' non ha voluto esprimere giudizi su quanto sta emergendo dalla carte napoletane: ''rispetto i principi del garantismo, non valuto mai le inchieste per impressione''. L'allarme tra le toghe e' acuto.
E non e' un caso che oggi il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, anch'egli presente al congresso, e' tornato a parlare di una vicenda ''inquietante'' rispetto alla quale il sindacato delle toghe intende intervenire ''senza indugi e tentennamenti'', perche' la magistratura ''ha bisogno di credibilità e discontinuità rispetto a comportamenti e fatti con cui non vogliamo avere nulla a che fare''. L'Anm ha convocato il proprio parlamentino per il 25 giugno prossimo; un passaggio ineludibile perche' i probiviri possano valutare la compatibilita' della permanenza di Papa nel sindacato delle toghe.
''Non ci devono essere indebite commistioni tra magistratura, politica, alta amministrazione, o addirittura comitati di affari'', ha ammonito a sua volta dal palco del congresso di Unicost il segretario Marcello Matera. Ma per il consigliere della Cassazione Giuseppe Maria Berruti, che e' stato anche componente del Csm, non si e' fatto tutto quello che si doveva: ''si tratta di fenomeni degenerativi che erano del tutto prevedibili; e sono stati sottovalutati per l'atteggiamento difensivo che assumono sempre i giudici''.
Al congresso della corrente che rappresenta le toghe di centro ha tenuto banco anche la questione dei magistrati che scelgono la politica, sull'onda del caso di Giuseppe Narducci, il pm di Calciopoli entrato nella giunta del Comune di Napoli guidata da Luigi De Magistris. Deve essere una strada ''senza ritorno'' , ha detto Matera. Parole condivise da Palamara, secondo cui ''bisogna andare seriamente verso una scelta irreversibile''.