ROMA – ''In questa vicenda della cosiddetta P4 (che mi vede coinvolto non si riesce a capire a che titolo), in merito alla mia posizione è emerso soltanto che il maresciallo La Monica mi ha proposto delle notizie che non ho pubblicato e anche che io lo avrei segnalato per entrare nei Servizi segreti. Voglio mettere in chiaro che la prima cosa è effettivamente accaduta, mentre la seconda assolutamente no. E in ogni caso, quand'anche io avessi raccomandato La Monica, non avendo ricevuto nulla da lui in cambio – neppure promesse -, non riesco a capire dove sarebbe il reato da me commesso''. E' quanto scrive il direttore dell' 'Avanti!' Valter Lavitola, nell'editoriale di domani.
''Chiederò al presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, di tutelarmi – aggiunge Lavitola – Non riesco a comprendere perché, infatti, vari miei colleghi, che fanno indagini giornalistiche rivelando notizie totalmente coperte da segreto istruttorio e spesso lesive del diritto alla privacy, vengano apprezzati per il loro lavoro. Io, invece, ho seguito solo un'indagine, quella della famosa casa di Montecarlo, e sono stato ritenuto, non un giornalista, ma prima un pataccaro e poi un faccendiere (sic!)''.
''In ogni caso – conclude Lavitola – questo mio coinvolgimento nella vicenda P4 mi ha convinto che sugli argomenti trattati sia quanto mai opportuna un'approfondita inchiesta giornalistica. Ho già dato mandato ai miei legali di querelare vari giornali (oggi è toccato a 'Il Mattino' e a 'Il Messaggero'). Ho naturalmente querelato anche Bisignani e sto cercando di capire se le fandonie che ha inventato su di me siano frutto di fantasie, di un indecoroso tentativo di dare in pasto qualcosa ai pm pur di allontanare da sé il rischio della carcerazione cautelare, della regia di qualcuno o un po' tutte queste cose messe insieme''.
