ROMA – Sulle dichiarazioni di Luigi Bisignani ai pm di Napoli nell'inchiesta P4 riguardanti l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e Trenitalia, l'ufficio stampa delle Fs, in una nota, diche che ''Mauro Moretti non ha chiesto alcun favore né a Luigi Bisignani né ad altri per la nomina ad Amministratore Delegato del Gruppo FS del settembre 2006 (Governo Prodi) e nemmeno per la successiva riconferma del giugno 2010 (Governo Berlusconi)''.
''Questo – prosegue la nota – può essere ben compreso se si ricordano le condizioni economiche e finanziarie fallimentari del Gruppo ed in particolare di Trenitalia nel 2006: condizioni che sconsigliavano a chiunque di assumerne la responsabilità. Così come i risultati che furono raggiunti nel 2010 difficilmente avrebbero potuto non essere riconosciuti''.
Inoltre, aggiungono le Fs, Moretti ''non riveste alcun incarico in Trenitalia società a cui compete per intero la gestione delle gare e la verifica della qualità delle forniture per il materiale rotabile. In particolare Moretti non si è mai occupato di forniture di 'freni' e non ha avuto, ne' ha, alcun rapporto con imprese fornitrici di 'freni', italiane o straniere''.
''Da verifiche effettuate da Trenitalia – si legge nella nota delle Fs – è risultato che la società Italian Brakes ha avuto commesse da Trenitalia per l'acquisto di guarnizioni di attrito (freni) per un valore di 10 milioni di euro di spesa nel periodo 2006-2010. Nei primi mesi del 2010 sono pervenute dalle strutture operative territoriali di Trenitalia numerose segnalazioni di non conformità delle guarnizioni frenanti Italian Brakes, tali da comportare una riduzione nella disponibilità dei treni all'esercizio e, quindi, soppressioni e disagio per la clientela. Trenitalia disponeva immediatamente accertamenti tecnici in merito e in data 11 ottobre 2010 riceveva da un laboratorio terzo accreditato dall'Union International des Chemin des Fer una perizia tecnica che confermava le non conformità delle guarnizioni frenanti Italian Brakes. Il 20 dicembre 2010 Trenitalia comunicava a Italian Brakes la risoluzione del contratto per inadempienza e il 12 gennaio 2011 la conseguente cancellazione dal Sistema di Qualificazione dei fornitori. La sequenza dei fatti descritti e la loro collocazione temporale fanno ben comprendere malumori e reazioni dei co-azionisti di Italian Brakes, Giuseppe De Martino e Luigi Bisignani.
Nella nota delle Fs si legge, inoltre che ''fin dall'inizio del mandato del settembre 2006, Trenitalia, avendo verificato violazioni procedurali, ha avviato numerosi audit interni che hanno confermato le predette violazioni ed hanno mostrato una situazione diffusa di mancato rispetto delle regole interne e, talvolta, delle leggi. Questo ha comportato, oltre alla revisione dell'organizzazione e dei sistemi di controllo, l'allontanamento dalla società, spesso per licenziamento, di diverse decine di dirigenti e decine di quadri apicali proprio nel settore del materiale rotabile. Inoltre sono state presentate numerose denunce all'Autorità Giudiziaria ed alla Corte dei Conti. La società si è poi qualificata come parte offesa in alcuni procedimenti''.
''La poderosa azione di pulizia fatta – dice l'ufficio stampa delle Fs – è dimostrabile e disponibile. Fino ad ora il Gruppo ha sempre agito proattivamente e quasi sempre prima delle inchieste della magistratura, alla quale, in ogni caso, ha offerto piena e fattiva collaborazione, come peraltro è stato riconosciuto, e così si comporterà in futuro con ogni determinazione e tempestività''.
''Qualora le frasi riportate dalla stampa corrispondessero a quanto dichiarato da Luigi Bisignani – conclude la nota – il Gruppo FS, Trenitalia e Mauro Moretti tuteleranno quindi la propria immagine ed onorabilità in ogni competente sede giudiziaria''.
