NAPOLI – La procura della Repubblica di Napoli replica punto per punto alle accuse di abusi e irregolarita' nella conduzione dell'inchiesta nei confronti di Alfonso Papa mosse dallo stesso deputato del Pdl il 15 febbraio scorso intervenendo alla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Sono undici le questioni sollevate dal parlamentare e confutate dai magistrati, in una nota diffusa oggi dal procuratore di Napoli facente funzioni Alessandro Pennasilico.
1) Papa ha affermato di essere stato sollecitato a rendere dichiarazioni indizianti su Berlusconi. La procura sottolinea che Papa e' stato interrogato una sola volta dai pm, nel luglio 2011 nel carcere di Poggioreale. ''Cio' e' avvenuto in occasione dell'interrogatorio di garanzia reso dall'on. Papa al gip. L'interrogatorio e' stato fonoregistrato, condotto dal giudice e non dai pubblici ministeri e, ovviamente, in esso non si rinviene traccia alcuna di pressioni sull'indagato affinche' renda dichiarazioni indizianti sull'allora Capo del Governo''.
2)Papa sostiene di essere stato interrogato con fonoregistrazione senza l'assistenza del difensore. ''La circostanza non corrisponde a verita'. L'on. Papa e' stato interrogato, sui ripete, una sola volta e in presenza non di uno ma di due difensori''.
3)Papa afferma di essere stato ampiamente 'liberato' dalla pronuncia della Cassazione quasi a dimostrazione della totale inconsistenza delle accuse. ''La circostanza – scrive Pennasilico – non e' veritiera''. La Cassazione ''ha semplicemente confermato le misure in riferimento ad alcuni capi di accusa e ne ha annullati altri, peraltro con rinvio''. La procura ricorda inoltre che la custodia in carcere ''era ampiamente giustificata e motivata in considerazione della sua pericolosita' e del pericolo di inquinamento delle prove''.
4) Papa parla di lesione delle prerogative parlamentari in riferimento al sequestro, non autorizzato dal Parlamento, di un I-Pad. ''La circostanza – scrive la procura – non e' corrispondente al vero. L'Ipad e' stato sequestrato non all'on.Papa ma alla signora Gianna Sperandeo e a casa di quest'ultima nel corso di un'operazione di polizia giudiziaria che ha portato al sequestro, in danno della Sperandeo, frequentatrice dell'on.Papa di un rilevante quantitativo di sostanza stupefacente''. ''Non sembra – conclude la procura sul punto – che allo stato della legislazione ordinaria e c ostituzionale, i beni asseritamente provenienti da parlamentari nella disponibilita' di non parlamentari godano di speciali prerogative''.
5)Papa ha detto che, evidentemente per malanimo, un parente e' stato indagato per il semplice fatto din aver accompagnato i suoi genitori in udienza. Anche questa circostanza e' falsa, secondo la procura. ''Unico congiunto dell'on.Papa sottoposto a indagine, come e' noto, e' la moglie di quest'ultimo, avvocato Tiziana Roda' del Foro di Napoli, in relazione al conferimento di numerosi incarichi, per compensi pari ad alcuni milioni di euro, che la professionista aveva ottenuto da Eni e Enel''.
6)Papa sostiene di essere stato intercettato per tre mesi. La procura nega anche questa circostanza. ''Questa procura non ha mai sottoposto a intercettazione, neanche per errore, utenze intestate all'on.Papa. E' stato intercettato per via diretta, previa regolare autorizzazione del gip, una sola volta su una utenza intestata a una persona, Paola Ariano, ''inconsapevole dell'utilizzo del suo nome e delle sue generalita' per l'utenza in uso all'on.Papa. Cio' quest'ultimo faceva grazie alla complicita' di un suo conoscente, titolare di un negozio di telefonia a Napoli''. Appena ci si e' accorti che l'utenza poteva essere in uso a Papa la procura ''il giorno stesso ha disposto la disattivazione dell'intercettazione''.
7)Papa afferma di aver ricevuto copie ''discrepanti'' degli atti processuali. Si tratta secondo la procura di ''un errore materiale della cancelleria, un foglio di verbale di assunzioni di informazioni…circostanza fisiologica in un processo composto da migliaia di pagine''.
8)Papa denuncia la limitazione della liberta' di stampa nei confronti della giornalista Annalisa Chirico per dare notizie su asserite irregolarita' dell'indagine per pressioni da parte di ufficiali di polizia giudiziaria delegati dal pm Woodcock.
''La signora Chirico – scrive Pennasilico e' nota a questo ufficio per un unico motivo, ossia per essersi introdotta nella casa circondariale di Poggioreale facendo risultare alla polizia penitenziaria, al fine di incontrarsi con l'on.Papa, di essere la collaboratrice di un parlamentare''.
La procura replica poi alle altre accuse (punti 9,10 e 11), come quella di essere stata indifferente all'esito della richiesta di autorizzazione per acquisire i tabulati, in quanto cio' sarebbe servito solo ''a legittimare a posteriori atti gia' svolti in spregio della legge.
"Tutte le attivita' investigative sono state espletate nel rispetto della normativa e tutte le intercettazioni sono state legittimamente autorizzate dal gip'', risponde la procura. La procura afferma inoltre di non aver mai adottato provvedimenti di intercettazioni ambientali all'interno del carcere e sottolinea che ''la richiesta di autorizzazione all'acquisizione dei tabulati si riferisce a un periodo molto piu' ampio e anche antecedente all'inizio delle indagini e coevo agli episodi delittuosi contestati''.