BOLOGNA – La Procura di Bologna ha affidato le perizie sulle impronte digitali e sulla natura dell'esplosivo del plico incendiario inviato dalla Grecia e destinato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2010 venne individuato a bordo di un aereo cargo poi fatto atterrare all'aeroporto del capoluogo emiliano, dove venne reso innocuo. Trattandosi di un atto irripetibile sono stati mandati avvisi di accertamento ai due anarco-insurrezionalisti greci arrestati ad Atene per i pacchi incendiari inviati in giro per l'Europa.
Un atto, quello della autorita' giudiziaria bolognese, che ha dato adito anche ad una sorta di equivoco. Nel sito di area 'informa-azione.info' e' riportata la notizia che la ''Procura di Bologna convoca due prigionieri membri della Ccf''. E i due – secondo quanto riportato nel sito – ribadiscono ''in maniera tassativa che ci rifiutiamo di comparire dinanzi alla procura italiana, in quanto essendo guerriglieri urbani anarchici non riconosciamo alcun potere che abbia la competenza a processarci. Comunichiamo a tutti che qualsiasi tentativo di trasferirci in Italia, in seguito ad un 'sequestro' a sorpresa dalle carceri in cui ci troviamo, avra' come autori etici il servizio Antiterrorista greco, i funzionari giudiziari e lo stesso stato greco che collabora con le autorita' italiane''.
In realta', appunto, quando vanno fatti questi tipi di accertamenti devono essere inviatati gli indagati per dare loro la possibilita' di interagire nell'accertamento con loro consulenti. Oggi sono stati nominati due avvocati di ufficio. Nella vicenda Silvio Berlusconi figura come parte lesa.