Padova. L’imam di Milano in pellegrinaggio da Sant’Antonio

padTra le persone che hanno reso omaggio ieri alle spoglie di Sant’Antonio c’era anche l’imam della moschea Al-Wahid di Milano, Sergio Yahe Pallavicini: «Sono grato ai frati del Santo per avermi accolto in questo momento così particolare per la loro comunità».

«Credo fermamente che essere religiosi voglia dire essere sensibili al sacro, alla spiritualità – ha aggiunto – e per chi può averne il dono, alla santità. Esiste un filo che unisce tutte le religioni monoteistiche che discendono da Abramo ed è quello del rispetto reciproco e dell’amore». Ad accogliere l’imam è stato il rettore della basilica antoniana padre Enzo Pojana e il direttore del Messaggero di Sant’Antonio padre Ugo Sartor.

«Siamo uniti agli amici musulmani come il nostro fratello imam Sergio Pallavicini in una crociata: quella dell’amore – ha aggiunto padre Ugo Sartor – per convertirci all’interno delle rispettive religiose in maniera da essere sempre migliori nell’accogliere l’altro». Poco dopo le 20, con un leggero ritardo rispetto l’orario di chiusura prefissato in maniera da permettere agli ultimi pellegrini di entrare in Basilica, si è chiusa la terza giornata di ostensione caratterizzata da un flusso continuo superiore per tutta la giornata ai duemila pellegrini ogni ora transitati davanti alle spoglie mortali di Sant’Antonio. La stima degli arrivi oggi a Padova per l’ostensione danno un dato superiore alle 50mila persone.

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