Padova: scoperta clinica per aborti clandestini

Un tavolaccio arrangiato per le operazioni con scotch da pacchi, e una montagna di creme e unguenti i cui effetti combinati potevano simulare quelli di una pillola Ru486 “made in China”.

Erano queste le dotazioni della «clinica» ginecologica gestita da due cinesi e scoperta dai carabinieri del Nas a Padova. Il sospetto degli investigatori è che nel falso ambulatorio venissero praticati anche aborti clandestini.

Oltre che di esercizio abusivo della professione medica, la coppia orientale dovrà rispondere anche di violazione della legge sulla detenzione e la commercializzazione di farmaci.

Nell’alloggio sono state sequestrate oltre 8 mila confezioni di medicinali, assieme a flebo, pompette vaginali e pomate, soprattutto di provenienza cinese, che ora saranno fatti analizzare dai Nas. I militari sospettano infatti che l’associazione di vari medicinali inducesse, nelle donne seguite dai falsi ginecologi, effetti simili alla pillola abortiva del giorno dopo.

Ma ciò che ha maggiormente impressionato i carabinieri al momento della perquisizione è lo stato di quello che avrebbe dovuto essere un gabinetto medico; niente teli sterili, nessuna sicurezza igienica, per letto operatorio un tavolaccio tenuto insieme con lo scotch, con un secchio all’altezza della biforcazione delle gambe delle pazienti, tutte cinesi.

Prima di essere bloccato dai militari, l’uomo aveva cercato di disfarsi di un divaricatore e di alcune garze sporche di sangue. I due coniugi aveva avviato l’ambulatorio clandestino in una stanzetta del loro appartamento, dietro la stazione ferroviaria di Padova. Secondo gli investigatori, i numerosi ganci alle pareti e i lettini improvvisati farebbero ipotizzare che le donne operate venissero monitorate per alcuni giorni dopo gli interventi.

La clientela dell’ambulatorio era esclusivamente di etnia cinese: giovani donne che arrivavano anche da Milano e da Prato con il treno per farsi visitare. La stanzetta adibita a gabinetto operatorio era priva anche di ricircolo d’aria, visto che l’unica finestra era stata sigillata.

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