ROMA, 23 FEB – Virgilio Alpigiano, giornalista freelance e blogger che dal 16 di giugno 2009 non vedeva e sapeva nulla dei suoi due figli, Nicola di 14 anni e Tiziano di 13 anni, ha finalmente avuto notizia dalla Polizia di Stato che sono stati rintracciati dopo due anni e mezzo abbondanti ad Agropoli (Salerno). Spariti 3 anni fa, il 16 giugno 2009, i due ragazzini sono stati ritrovati con l’ex moglie andata a vivere nel salernitano.
La madre dei ragazzi, Maria Anna De Sena, ha così risposto alla domanda delle forze dell’ordine su come mai non abbia avvertito il marito del cambio di residenza dopo oltre due anni e mezzo: ‘Non sapevo mai dove rintracciarlo”.
A detta dell’uomo, però, che sostiene di aver incessantemente cercato i ragazzi, quanto asserito dalla donna non risponde al vero, poiché, dice, anche quando si muoveva per lavoro l’ex moglie aveva tutti i suoi recapiti).
Una vicenda di cui si erano occupati tre anni prima anche Repubblica e il Corriere della Sera, che aveva scritto:
LA DENUNCIA – Alpigiano racconta di aver sporto una denuncia e di essersi rivolto al Giudice tutelare per i minori. I bambini, sostiene, sono stati portati via dalla loro mamma, al culmine dell’ennesima battaglia dopo la fine di un matrimonio. «Lei vuole iniziare una nuova vita – ha detto – e si è trasferita altrove con il suo compagno. Ma così io non vivo più. Non so più dove sono i bambini, dove abitano, se stanno bene e se andranno a scuola. Qua potrò di nuovo riabbracciarli?». Inutili i tentativi di scoprire il nuovo domicilio: «Non riesco a contattare nemmeno i nonni materni dei bimbi – aggiunge Alpigiano -. Hanno cambiato casa e i numeri dei cellulari». In rapporti, anche in questo caso non sono idilliaci: «In passato – racconta l’uomo – sono stato denunciato da mio suocero per molestie telefoniche».
PROBLEMI DI SALUTE E IN FAMIGLIA – Alpigiano, provato da una lunga convalescenza e dallo sciopero della fame, è ospite della sorella a Pisa, ma non senza problemi. «Ha chiamato la polizia per farmi buttare fuori di casa – aggiunge l’uomo -. Quando ho fatto vedere all’ispettore della Questura i ritagli dei giornali che testimoniano la vicenda dolorosa con i miei figli, e i certificati medici che attestano la mia convalescenza, gli agenti mi hanno lasciato dove ero». La sorella avrebbe chiamato anche l’ospedale di Pisa per sottoporre Alpigiano a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). «I medici però – racconta ancora l’uomo – mi hanno giudicato in grado di intendere e volere e sano di mente. Il trattamento non è stato effettuato».