Volevano impossessarsi dei 4 mila euro ricavati dalla vendita di una casetta di campagna. Questo il movente per il quale sono stati arrestati sabato sera a Catania la figlia ed il genero della vittima, Vincenzina, di 73 anni, di Massa Annunziata a Mascalucia (Catania). Dalle indagini è emerso anche un particolare ancora più raccapricciante: l’anziana, che era costretta a muoversi su una sedia a rotelle per via di un ictus, doveva morire per non riconoscere il suo aggressore.
Il colpo di scena è scaturito dagli interrogatori incrociati, avvenuti dopo la rapina. Il genero della vittima, Daniele Raffaele Ciaramella, 42 anni, impiegato in un centro di recupero per tossicodipendenti, ha confessato dopo essersi più volte contraddetto rispetto alla versione fornita da sua moglie, Alfia Sciacca, medico legale di 41 anni, che è stata arrestata con la stessa accusa.
Il piano per eliminare la donna, secondo gli inquirenti, era stato organizzato nei dettagli. Sabato scorso Ciaramella e la moglie Alfia avevano convinto la sorella di quest’ultima, che vive con l’anziana donna, a fare compere nel centro Le Zagare di San Giovanni la Punta. L’uomo ha accompagnato le due donne, e poi con una scusa è rimasto fuori dal centro commerciale ed ha raggiunto successivamente la casa della suocera. Dopo avere narcotizzato i cani, è entrato ed ha colpito con un bastone l’anziana lasciandola in un lago di sangue. Credendo fosse morta, fuggiva con con i soldi e tornava dalla moglie e dalla cognata, ignara di tutto. Solo al rientro a casa si rendeva conto che la suocera non era morta. Sono stati i carabinieri a scoprire il tragico complotto
