PALERMO, 29 NOV – Si lamentava che i biglietti della partita che gli erano stati regalati erano per un posto proprio vicino agli ''sbirri'' e pretendeva di decidere da solo a quali famiglie andassero i tagliandi omaggio.
Il boss Giulio Caporrimo, che dopo aver scontato una condanna per mafia e' tornato ai vertici della famiglia del quartiere San Lorenzo voleva gestire il business dei biglietti dello stadio, ma non solo.
Dall'indagine, che oggi ha portato a 36 fermi, e' emerso che il boss, attraverso un suo fedelissimo Giovanni Li Causi, gestore del bar che si trova nello stadio di Palermo, anche lui arrestato, cercava di determinare quali ditte avrebbero realizzato il nuovo stadio di Palermo e chi sarebbe stato assunto al centro commerciale che il presidente rosanero Maurizio Zamparini realizzera' nel quartiere Zen.
Li Causi avrebbe tentato di avere informazioni anche attraverso l'autista di Zamparini, all'oscuro del suo ruolo in cosa nostra e mai coinvolto nell'indagine.
