Palermo, inventa e denuncia uno stupro: 2 assolti

PALERMO, 22 FEB – Sono stati denunciati da una donna di 28 anni per violenza sessuale, ma, secondo i giudici che li hanno assolti, la vittima si sarebbe inventata lo stupro perche' non aveva il coraggio di dire alla famiglia che le era stato sottratto il telefonino. La storia e' accaduta a Partinico (Palermo) il 12 luglio del 2008. Oggi la terza sezione del tribunale, presieduta da Fabrizio La Cascia, ha emesso il verdetto.

Scagionato Roberto Lo Biondo, difeso dall'avvocato Giuseppe Piazza. Era accusato di violenza e furto del cellulare. Assolto dallo stupro, ma condannato a 7 mesi per avere rubato il telefonino della donna il coimputato, Christian Riella, assistito dall'avvocato Massimiliano Russo. A denunciare la violenza e' stata la presunta vittima, D.V. che ha detto alla polizia di essere stata abbordata da due ragazzi in moto, di essere salita con loro sullo scooter e di essere stata poi portata in un casolare abbandonato, trascinata dentro e stuprata. Diversa la versione dei giovani che hanno parlato di rapporto consenziente. La donna e' stata visitata all'ospedale di Partinico, poi al Civico di Palermo, ma i medici hanno negato la presenza di segni di violenza. Dopo mesi D.V era stata risentita dagli investigatori e ha cambiato versione, sostenendo di essere stata invitata nel casolare e non costretta a entrare. Le sue dichiarazioni non hanno trovato riscontro nelle indagini; la presunta vittima poi, citata a deporre in dibattimento, dopo un inizio molto drammatico ha deciso di non continuare a testimoniare. I due imputati hanno raccontato di essere stati contattati qualche giorno dopo dai fatti dalla donna che avrebbe detto loro di non trovare piu' il telefonino e sospettare che fossero stati loro a rubarlo. Inoltre avrebbe annunciato che li avrebbe denunciati perche' non sapeva come giustificare al fratello di avere smarrito il cellulare.

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Elisa D'Alto