PALERMO, 7 MAR – Bastava un clic e la finta vedova incassava la pensione del marito mai deceduto: e' solo uno dei casi smascherati dai carabinieri nell'inchiesta sul raggiro all'Inps. Sei persone sono state arrestate con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, frode informatica e falso in atti pubblici, altre 33 sono state denunciate ma l'inchiesta sembra destinata ad allargarsi.
La mente della banda era, secondo i pm, Simone Saputo, 62 anni, palermitano, ex dirigente dell'Inps oggi in pensione. Sarebbe stato lui a taroccare il cervellone elettronico dell' Istituto nazionale di previdenza sociale. In totale sarebbero un milione e 800 mila euro i soldi delle pensioni intascate indebitamente. L'indagine nasce dalla denuncia di una signora che si e' vista assegnare un assegno mensile senza che ne avesse mai fatto richiesta; la banda aveva sbagliato i dati della persona che doveva essere favorita. In un altro caso, emerso nell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Alessandro Picchi, i genitori di un bambino di dieci anni aveva dichiarato di non avere reddito in modo che il minorenne potesse incassare la pensione del nonno come previsto da una sentenza della Corte costituzionale. I componenti della banda avrebbero intascato una percentuale sulle pratiche che andavano a buon fine. Le cifre non sono state ancora quantificate. Tra gli arrestati anche Antonino Virga, un consigliere comunale eletto con una lista civica a Partinico e responsabile del patronato Informafamiglia.
