Polemica da clima ”integralista e oscurantista”. E’ brillante, pungente e orgogliosa la replica del sindaco di Siena, Roberto Cenni, alle polemiche nate lontane da Siena sul drappellone dipinto per il Palio del 2 luglio dall’artista libanese Ali Hassoun (con mezzaluna e stella di David sulla corona della Madonna insieme alla croce).
Quelli che hanno soffiato sul fuoco della discordia sono, per il primo cittadino di Siena, francamente ”dei poveretti” che non conoscono il Palio, il regolamento e la storia senese”. Cenni risponde anche alle perplessità e all’invito rivolto dalla curia senese che vorrebbe che il drappellone fosse discusso prima con le gerarchie ecclesiastiche locali. ”Non sono d’accordo che ci debba essere un confronto preliminare. La committenza è pubblica dopodiché decide l’artista”. Ai cittadini, in primis al sindaco, tra l’altro non importa molto di quel che si dice e scrive in questi giorni sul drappellone. ”E’ dal 1656 – afferma lapidario il sindaco – che noi continuiamo a fare un po’ come ci pare”.
“Questi signori non conoscono il regolamento del Palio che prevede – spiega il sindaco -, per l’assegnazione dell’incarico, che il pittore inserisca l’immagine della Madonna di Provenzano e gli stemmi araldici. Dopo, l’artista è libero, come è giusto che sia. Noi controlliamo ma non possiamo pensare di censurare la creatività, sarebbe come tornare all’Inquisizione. L’unica profanazione è aver detto una marea di sciocchezze”.
Cenni ricorda che nella storia del Palio l’aver assegnato a grandi pittori l’incarico di dipingere il cencio ha portato alle contrade un grande patrimonio artistico. ”Non avremmo opere, tra l’altro di una dimensione così particolare, di Vespignani, Guttuso, Botero e tanti altri. E, poi, come potrebbe una città come Siena, candidata a essere Capitale Europea della Cultura nel 2019, ripiegarsi su se stessa? Chi ci ha criticato non riesce a capire che la nostra scelta di affidare l’incarico a grandi artisti significa portare la contemporaneità nel Palio”.
Cenni difende a spada tratta l’artista Ali Hassoun e il suo lavoro. ”E’ un grande figurativo ed era un po’ di anni che ciò mancava. I più recenti drappelloni erano minimalisti. Tra l’altro, paradossalmente, la sua opera è molto più tradizionale di molte altre degli ultimi anni. La scelta come e’ avvenuta? Solo ed esclusivamente valutando la qualita’ dell’artista. Il cencio di agosto l’ho gia’ assegnato ma mi chiedo: il prossimo sindaco se incontrasse un pittore buddhista con una mano eccezionale dovrebbe discriminarlo solo perche’ e’ di un’altra fede?”.