Pamela Mastropietro
ROMA – E’ sconvolta, e non potrebbe essere altrimenti, Alessandra, la mamma di Pamela Mastropietro, quando viene contattata da Federica Sciarelli di “Chi l’ha Visto?”:
“Come è possibile che io sappia dai giornali e dalla rete che mia figlia è stata trovata in una valigia – ha detto la donna – se gli inquirenti mi hanno convocato domani (oggi, ndr) per l’eventuale riconoscimento?”.
La donna ha poi raccontato che l’ultima volta che ha visto sua figlia risale a qualche giorno fa. Nella comunità, ha aggiunto la nonna, le regole erano ferree: i familiari potevano sentire Pamela solo ogni 15 giorni. E dall’ultima visita non avevano avuto più contatti con lei.
Queste al momento le ipotesi sul movente dell’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana allontanatasi lunedì pomeriggio dalla comunità di recupero di Corridonia (Macerata) e poi ritrovata ieri mattina cadavere. Il suo cadavere, sezionato in due tronconi è stato ritrovato in due trolley lasciati nottetempo in un fossato che costeggia una strada di campagna a Pollenza, sempre nel Maceratese. Un omicidio brutale. Il cadavere diviso in due tronconi. Ed è proprio questo che fa pensare agli investigatori ad una sorta di rito o una punizione.
Un ragazzo nigeriano, grazie alla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza, è stato fermato.
L’uomo ha un regolare permesso di soggiorno ed è già noto alle forze dell’ordine. Altre persone sarebbero state individuate. Gli investigatori stanno cercando di capire se la ragazza abbia lasciato la comunità sapendo già chi incontrare, da chi andare e dove trovare una nuova sistemazione.