ROMA, 11 DIC – Le parafarmacie italiane hanno dato mandato ai propri legali di verificare la sussistenza degli estremi ''per una denuncia nei confronti del presidente della Fofi e del Presidente di Federfarma''. Lo rende noto in un comunicato il segretario nazionale dell'Associazione delle parafarmacie italiane (Anpi), Massimo Brunetti. L'accusa, si spiega nella nota, e' quella di ''procurato allarme, falso ideologico e diffamazione per aver fatto credere che con la liberalizzazione dei farmaci con ricetta venissero meno le garanzie di sicurezza per la salute dei cittadini''.
Le parafarmacie ribadiscono che ''nei nostri esercizi le regole sulla conservazione dei farmaci, sulla tracciabilita', sulla dispensazione e sulla farmacovigilanza sono uguali a quelli delle farmacie e il personale laureato compie lo stesso percorso di studio di quello che opera in farmacia. Nessun aumento di consumi e d'incidenti avversi si e' registrato dopo la liberalizzazione dei farmaci da banco''.
E' falso, ribadisce l'Anpi ''che 18.000 dipendenti verrebbero licenziati nelle farmacie, questo e' solo un ricatto privo di alcun riscontro economico reale, tanto e' vero che la reale perdita della farmacia e' di soli 380 euro/mese''. L'associazione delle parafarmacie rileva inoltre che ''con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C aumenterebbero la concorrenza, il risparmio dei cittadini, creati nuovi posti di lavoro, nuovi investimenti e nuove aziende''. La liberalizzazione dei farmaci di fascia C, conclude la nota, e' una ''partita'' decisiva per credibilita' del Governo, se viene persa, morira' con essa la speranza di dare al Paese una impronta di stampo liberale.
