ROMA – Era un terreno di proprietà di Francesco Schiavone detto Sandokan, boss del clan dei casalesi. Poi è stato confiscato e ora, finalmente, si avvia a diventare un parco fotovoltaico da tre megawatt grazie ad un investimento record per complessivi 16 milioni di euro.
Succede nel terreno delle Ferrandelle, in provincia di Caserta. Nell’area, spiega sul Corriere della Sera Marta Serafini, ” si svilupperà il più grande investimento pubblico e privato italiano realizzato su un bene confiscato alle mafie”. Nel dettaglio, il progetto è suggestivo: “In un’area di tredici ettari, come cerchi concentrici nel grano, prenderanno vita tre livelli: un progetto di riconversione dell’ex fattoria in centro di documentazione, educazione ambientale e isola ecologica; un parco fotovoltaico con un investimento di circa 14,5 milioni di euro, di cui 10,5 milioni per lavori. Poi, l’impianto di circa 9 mila alberi di eucalipto, con un finanziamento della Regione Campania”.
Per il terreno, se il progetto promosso dal consorzio Agrorinasce dovesse andare a buon fine, sarebbe la svolta dal 2005. Sono infatti già sei anni che si cerca di riqualificare la zona. Il primo tentativo fu quello di un progetto educativo e di coltivazioni di prodotti tipici. Non se ne fece nulla perché nel 2008, ai tempi della prima emergenza rifiuti, la zona diventa sito di stoccaggio provvisorio e tramonta l’idea delle coltivazioni. Ora, invece, è la volta dei pannelli solari.