NEW YORK – Pasta tutti i giorni? Per l’italiano medio è una consolante certezza dalla notte dei tempi. Un feticcio culturale e gastronomico insieme che però è a rischio. Allarme in Italia ma anche nel mondo: a causa del riscaldamento globale la produzione di grano duro rischia di subire scossoni nel prossimo futuro. Il che renderà la pasta o più rara o più cara. O probabilmente entrambe le cose. Sembra fantascienza, ma Newsweek ha già delineato il rischio: ”L’Italia subirebbe un infarto culturale”, scrive il settimanale americano.
Un numero sempre maggiore di studi scientifici suggerisce infatti che negli anni a venire il grano sarà colpito in modo particolarmente pesante a causa dell’aumento della temperatura e dell’intensificazione di siccità e di tempeste sempre più distruttive. Secondo quanto riporta l’International Food Policy Research Institute (Ifpri), entro il 2050 nelle zone del Midwest di Stati Uniti e Canada, nord della Cina, India, Russia e Australia ci saranno estati sempre più calde, e la produzione di grano in quel periodo potrebbe diminuire dal 23 al 27 per cento. A meno che non si intervenga con misure ad hoc. ”Siamo preoccupati”, ha commentato Gerald Nelson, ricercatore di Ifpri, invitando i governi ad agire.