ORISTANO – Ricomincera' dai porti, forse gia' nelle prossime settimane, la protesta del Movimento Pastori Sardi (Mps) per rivendicare il diritto alla sopravvivenza di una categoria che continua a rappresentare una fetta fondamentale dell'economia dell'Isola. Lo ha annunciato il leader del Movimento, Felice Floris, aprendo i lavori dell'assemblea dei Comitati riunita l'11 maggio a Tramatza per decidere strategia e tappe della nuova stagione di lotta.
''Ripartiamo dai porti – ha detto Floris – perche' sono una zona d'ombra che nasconde un sacco di porcherie. Attraverso i porti arriva l'80% dei beni alimentari che si consumano in Sardegna e se li blocchiamo per qualche settimana tanto di guadagnato per la salute dei sardi e l'economia dell'isola''. Se l'obiettivo e' gia' ben definito, resta ancora qualche incertezza sui tempi.
L'intenzione e' di passare subito all'azione perche' con le assemblee non si risolve nulla, ha spiegato Floris, consapevole pero' che bisogna fare i conti con gli impegni di lavoro dei pastori e degli allevatori. Nelle campagne, infatti, e' tempo della raccolta del fieno e negli ovili di tosatura, e sono lavori che non si possono rimandare.
Intanto comincia a prender corpo un altro progetto. A margine dell'assemblea Floris ha lanciato l'idea di un Tribunale popolare per mettere processare ''i responsabili della morte di chi si e' suicidato per la crisi economica: i colpevoli – ha chiarito il leader dei pastori – devono essere puniti''.
