
Pensioni, nel 2023 assegni rivalutati del 6,8% (Ansa)
Pensioni 2023: inflazione aumenta assegni del 6,8%. Dal primo gennaio 2023 un assegno pensionistico di mille euro mensili attuali sarà ben più pesante: varrà probabilmente 1.068 euro. Uno da 2mila euro al mese, varrà 2.136 euro.
Pensioni 2023: inflazione aumenta assegni del 6,8%
Sì, perché la rivalutazione degli assegni Inps è legata al tasso di inflazione dell’anno precedente. E se quest’anno non ce ne siamo praticamente accorti perché nel 2021 il tasso di inflazione era dell’1,9%, nel 2023 l’aggiornamento si farà su un segno più nel 2022 del 6,8% (il tasso calcolato dalla Bce).
Cioè il livello cui si attesta l’inflazione quest’anno segnato da guerra e crisi energetica. A proposito dell’anno scorso, va aggiunto un piccolo conguaglio perché il tasso reale all’1,9% di inflazione del 2021 era stato sottostimato all’1,7%. Dunque i pensionati riceveranno un conguaglio dello 0,2%.
Effetti rivalutazione anche sul montante contributivo
Un altro effetto della rivalutazione piena agganciata a un tasso elevato di inflazione lo si apprezzerà nel futuro perché ad essere rivalutato sarà anche il montante contributivo. Buone notizie, ovviamente, che certificano la bontà del meccanismo che protegge gli assegni dall’erosione causata dall’aumento del costo della vita. Ma, appunto, sono soldi in più in una situazione economica in cui vivere costa di più.