Pensioni, Brambilla: "Aumento età donne è direzione giusta"

– ROMA, 23 GIU – L'aumento dell'eta' di accesso alla pensione per le donne che lavorano nel settore privato per equipararla a quella degli uomini (da 60 a 65 anni) e' un'ipotesi che ''va nella direzione giusta'': lo afferma il presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, Alberto Brambilla, che ricorda come l'uscita a 65 anni sia gia' prevista per le donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012 e come l'equiparazione tra i sessi nell'uscita dal lavoro sia gia' la normalita' nei principali Paesi europei.

''Abbiamo una situazione – spiega – nella quale a partire dal 2012 le donne della pubblica amministrazione in Italia andranno in pensione a 65 anni. In Europa e' gia' cosi'. Io penso che l'innalzamento vada fatto anche per il settore privato anche se con gradualita' e tenendo conto dei figli avuti magari immaginando uno 'sconto' per l'accesso alla pensione per i primi due''. Quanto al possibile anticipo dal 2015 al 2013 dell'aumento ulteriore dell'eta' di tre mesi legandolo all'aspettativa di vita (e poi dopo cadenza triennale) Brambilla sottolinea che sarebbe piu' utile far scattare nel 2013 l'aumento previsto per la quota delle pensioni di anzianita' (61 anni minimo per i dipendenti, 62 per gli autonomi a fronte di 36 anni di contributi con rispettivamente quota 97 e 98) per il quale e' prevista una verifica. ''La verifica ci dira' – sostiene – che quell'aumento va fatto. Dopo questo potra' scattare, direttamente nel 2015 l'incremento dell'eta', per vecchiaia e anzianita', legato all'aspettativa di vita, nel 2015''.

Brambilla infine si dice contrario all'ipotesi di aumento dei contributi per i collaboratori (al momento al 26,7% a fronte del 33% previsto per i dipendenti). ''Saremmo – ha detto – meno competitivi''.

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Alessandro Avico