PALERMO – Irrintracciabile, emigrata negli Stati Uniti, quindi impossibile da interrogare. Trent’anni fa i carabinieri di Cinisi dissero così ai magistrati che indagavano sulle morte di Peppino Impastato. Ma la donna, invece, è sempre rimasta a Palermo. Il militante antimafia venne fatto saltare in aria il 9 maggio 1978 da sicari di Cosa Nostra ad oggi sconosciuti. La testimone chiave, Provvidenza Vitale, ha finalmente parlato questa mattina, 20 dicembre, grazie alla riapertura del caso. La casellante del passaggio a livello di Cinisi oggi ha 85 anni: “Ho ricordi vaghi di quella sera”, pare abbia detto.
Ma il mistero è capire come mai non sia stata rintracciata prima. La donna non s’è mossa dalla Sicilia, si è sposata, ha fatto sei figli. Negli Stati Uniti c’è stata, ma negli Anni Novanta e per far visita ad alcuni parenti. I parenti di Peppino e i compagni del Centro Impastato ora chiedono: “Chi depistò le indagini, e perché?”.
