”Se per la morte di una persona sorge sospetto di reato, il procuratore della Repubblica accerta la causa della morte e, se lo ravvisa necessario, ordina l’autopsia secondo le modalità previste”. Così recita l’art. 116 delle Disposizioni, norma nella quale il codice prevede la richiesta di autopsia.
L’inevitabile nuovo fascicolo aperto per la morte del vigile, avvenuta a distanza di tre mesi dall’esplosione della fabbrica di fuochi di artificio di Città S.Angelo, dove perirono il titolare Mauro Di Giacomo e 3 appartenenti alla sua famiglia, Federico, Roberto e Alessio, segue quello già aperto subito dopo la tragedia dalla procura nel quale si ipotizzavano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo a carico di ignoti. Tra le ipotesi probabili di indagine possono esserci le condizioni di sicurezza dell’intervento dei vigili sul luogo dell’esplosione o le successive cure mediche a cui Berardinucci é stato sottoposto in questi mesi.