Dramma della miseria in provincia di Pescara. Litigavano in continuazione per le condizioni di indigenza in cui erano costretti a vivere e, al culmine di un ennesimo scontro, lui l’ha uccisa strozzandola. Così è morta Angela Mihalova Nijinic, romena di 47 anni. Il suo convivente, Rashev Geaorgev, cinquantasettenne bulgaro, è ora nel carcere di Pescara con l’accusa di omicidio volontario.
Più volte, nel corso degli anni, gli agenti pescaresi erano intervenuti per sedare le loro liti. L’ultima è avvenuta in una palazzina di Villa Raspa di Spoltore (Pescara), al confine con Pescara, in un locale sede, negli anni scorsi, di un comitato elettorale dove sono ancora esposti i manifesti. I due, che pare si fossero accampati li’, non avevano neanche i soldi per mangiare.
Ad avvertire il 113 è stato il figlio dell’omicida, dopo una telefonata del padre. All’arrivo della polizia l’uomo, in passato ricoverato per disturbi psichici, era in stato confusionale, non parlava e non riusciva a camminare. Ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Pescara, è stato poi trasferito nel carcere di San Donato, in attesa della convalida dell’arresto, prevista per sabato prossimo. L’autopsia, effettuata dal medico legale Cristian D’Ovidio su incarico del Pm Annarita Mantini, ha accertato che la donna e’ morta per arresto cardiorespiratorio da strozzamento.
