Pestaggio Alberto Bonanni, tre condanne e una assoluzione

ROMA – Condannati per aver pestato, riducendolo in fin di vita, Alberto Bonanni, il musicista aggredito a Roma il 26 giugno del 2011 nella zona del Rione Monti. I giudici della X sezione penale hanno inflitto 9 anni e tre mesi di reclusione a Massimiliano Di Perna, indicato come promotore dell’aggressione, e 9 anni ciascuno a Gaetano Brian Bottigliero e Gianluca Biscossi. Assoluzione con formula piena, per non aver commesso il fatto, per Emiliano Brugnoli.

Il tribunale ha, inoltre, disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti i condannati ed ha deciso il risarcimento del  danno, da liquidare in separata sede. Il Tribunale ha disposto comunque che in via provvisionale i tre familiari di Bonanni ricevano 100 mila euro ciascuno, mentre allo stesso musicista, ridotto in stato vegetativo a causa del pestaggio, dovranno essere versati 200 mila euro.

Per questa vicenda il 21 maggio dello scorso anno, con rito abbreviato erano stati condannati a 9 anni di reclusione ciascuno Carmine D’Alise e Christian Perozzi. Il tribunale ha quindi accolto in pieno le richieste della Procura di Roma.

Quella ai danni di Bonanni fu un vero e proprio raid punitivo nato da due pernacchie in risposta ad alcuni schiamazzi provenienti dalla strada. Nel corso della sua requisitoria il pm Silvia Sereni ha ripercorso tutte le tappe della vicenda sottolineando tra l’altro che le percosse ricevute da Bonanni, attualmente ancora in stato vegetativo, hanno provocato un aggravarsi delle sue condizioni di salute che erano già compromesse per una forma tumorale al cervello. ”Il trauma cranico subito da Bonanni – ha sottolineato in aula il pubblico ministero – ha in concreto determinato un’aggravarsi delle sue condizioni che comunque non sarebbe mai andato in coma quella sera se non ci fosse stata l’aggressione”.

A causa del pestaggio Bonanni, come emerso da una perizia legale disposta durante l’inchiesta ha riportato fratture multiple scomposte alla faccia, al naso e all’orbita destra. Per l’accusa gli imputati in concorso tra loro, hanno compiuto ”atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Bonanni sottoponendolo lo stesso a un prolungato pestaggio, per futili motivi, con pugni, calci ed uso di un corpo contundente (un casco da motociclista)”. Gli aggressori, si legge ancora nel capo di imputazione, non sono riusciti nell’intento “per cause indipendenti dalla loro volontà”.

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Lorenzo Briotti