Ricatti e botte al testimone di un processo per abusi sessuali: 5 arresti

Tentata estorsione, incendio e lesioni gravi: tutto per intimidire un testimone del processo ad un imprenditore accusato di abusi sessuali ai danni di alcune dipendenti. I carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare, una delle quali a carico di un collaboratore di giustizia.

A firmare i provvedimenti il gip di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi, su richiesta del pm Ettore Picardi. In carcere sono finiti l’imprenditore cinquantenne Giulio De Angelis, di Monteprandone, Marco Valentini, 53, di Ascoli, Filippo Riggio, 31 anni, nato in Sicilia e attualmente agli arresti domiciliari a San Benedetto. A Gaetano Abaco, 38 anni, un siciliano collaboratore di giustizia, l’ordinanza è stata notificata nel carcere di Sulmona, dove è detenuto; notifica in cella anche per un terzo siciliano, Nicola Maria Giuseppe Bella, 36 anni, rinchiuso ad Ancona.

L’indagine nasce dalla vicenda di Giulio De Angelis, attualmente sotto processo ad Ascoli per aver costretto tre sue dipendenti a rapporti sessuali, pena il licenziamento loro e dei congiunti assunti presso le aziende di cui l’uomo era socio. Una storia che nel maggio del 2007 portò all’arresto dell’imprenditore. Secondo il quadro accusatorio, nel 2008, attraverso l’intermediazione di Valentini, De Angelis sarebbe entrato in contatto con i tre siciliani, ai quali avrebbe chiesto di fare ”pressioni” su uno dei testimoni dell’inchiesta (un collaboratore dell’azienda) perché non riferisse agli investigatori particolari scottanti.

Le pressioni si sarebbero concretizzate con una richiesta di due milioni di euro avanzata a più riprese fra marzo e giugno 2008, l’incendio doloso dell’auto della moglie e, infine, il pestaggio del teste, che riportò una prognosi di 90 giorni. Dopo due anni di indagini, oggi sono scattati gli arresti.

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