BARI – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile una questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Bari per stabilire se la nuova Fondazione costituita per la gestione del teatro e delle attività svolte sia titolare non solo dei diritti ma anche degli obblighi imposti da un accordo raggiunto nel 2003 tra istituzioni e proprietari.
L'accordo fu annullato da un decreto legge di esproprio del teatro fatto dal governo Prodi, decreto che fu però dichiarato incostituzionale dalla Consulta il 30 aprile 2008.
La decisione della Corte costituzionale è basata essenzialmente sulla considerazione che nell'ordinanza del giudice di Bari che ha rimesso gli atti alla corte ''non appare congruamente soddisfatto'' il requisito per il quale la motivazione della rimessione dà conto ''delle ragioni per le quali la questione proposta riveste i caratteri, oltre che della non manifesta infondatezza, della rilevanza nel giudizio a quo, offrendo perciò una adeguata descrizione della concreta fattispecie nonché dei motivi per i quali la soluzione del dubbio di legittimità costituzionale risulti pregiudiziale rispetto alla definizione del giudizio''.