Pg della Cassazione: riducete la pena a Totò Cuffaro, non ci sono prove sulla mafia

Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giovanni Galati, nella sua requisitoria in corso innanzi alla seconda sezione penale della Cassazione, per il processo ‘talpe alla dda’ ha chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza di condanna a sette anni di reclusione per l’ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, chiedendo alla Corte d’Appello di Palermo di rideterminare la pena al ribasso.

Secondo il pg Galati, infatti, è da considerarsi prescritto ”l’episodio di favoreggiamento nei confronti di Giuseppe Guttadauro e Domenico Miceli, in quanto non è configurabile a suo carico l’aggravante mafiosa: siccome il fatto risale al 2001, risultano decorsi i termini di prescrizione”.

Rimane invece in piedi, ha proseguito Galati, ”la contestazione del favoreggiamento semplice nei confronti del manager della Sanità Michele Aiello, l’episodio risale al 2003”.

In pratica i giudici di Palermo dovranno rideterminare la condanna solo per questo ultimo reato dal momento che la continuazione con l’altro episodio viene meno. Galati sta ancora parlando in relazione ai ricorsi degli altri imputati.

Per la Procura Generale della Cassazione, l’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro non può essere accusato di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra perché manca la prova “di aver voluto favorire il sodalizio mafioso. Di conseguenza – sempre secondo la Procura generale – si prescriverebbe l’accusa di aver favorito il boss Guttadauro e rimarrebbe in piedi solo l’accusa di favoreggiamento semplice del manager della sanità Aiello, episodio che potrebbe prescriversi nel prossimo mese di aprile”. Lo ha detto il sostituto procuratore generale Giovanni Galati nella sua requisitoria, tuttora in corso, al processo contro Cuffaro.

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